26 Maggio 2026 ☀ 20°

Big G esplora i quartieri stretti di Bari con il Google Street View Trekker

Un uomo con un ingombrante zaino tecnologico ha attirato l'attenzione a Bari: era l'operatore di Big G che sta realizzando una mappatura pedestre dei vicoli

Big G esplora i quartieri stretti di Bari con il Google Street View Trekker

Nel cuore del quartiere Carrassi, a Bari, alcuni passanti hanno notato un’immagine insolita: una figura che procedeva a passo costante portando sulle spalle uno zaino dalla forma particolare. L’oggetto, più simile a una torretta che a un semplice bagaglio, ha suscitato commenti e fotografie amatoriali da parte di cittadini e turisti. Dietro quell’apparenza da attrezzatura futuristica non c’era tuttavia un artista di performance, ma un professionista al lavoro per conto di Big G, intento a raccogliere dati visivi utili per aggiornare le mappe digitali.

La presenza in strada di questa apparecchiatura ha rapidamente chiarito il ruolo dell’operatore: si tratta del famoso Google Street View Trekker, progettato per raggiungere le aree non accessibili alle auto aziendali. L’installazione in cima allo zaino ospita un sistema di telecamere multiple ed altri sensori che scattano immagini a intervalli regolari e misurano la posizione con strumenti avanzati. L’operazione di mappatura pedestre permette quindi di documentare con cura le strade più strette e gli angoli caratteristici della città pugliese.

Cosa contiene lo zaino e come opera

All’interno del dispositivo si trovano componenti pensati per garantire una registrazione continua e precisa: un array di ottiche ad alta risoluzione, moduli per il GPS e sensori LiDAR che catturano la geometria degli spazi. Il tutto è montato su una struttura leggera ma robusta che si erge sopra la testa dell’operatore, consentendo di fotografare a 360 gradi. In pratica il Trekker immortala viste panoramiche mentre il sistema di posizionamento registra la collocazione geografica, permettendo di ricostruire sulla mappa ogni scatto con grande precisione.

Dettagli tecnici dei sensori

I componenti sono calibrati per lavorare in sinergia: le fotocamere scattano immagini a intervalli regolari, tipicamente ogni pochi secondi, mentre il LiDAR genera una nuvola di punti che descrive le distanze tra oggetti e superfici. Il LiDAR è una tecnologia di telerilevamento che utilizza impulsi laser per misurare le distanze e ricostruire forme tridimensionali, e il suo abbinamento con il GPS consente una georeferenziazione precisa. Queste informazioni combinate rendono possibile una rappresentazione accurata sia dal punto di vista visivo che spaziale.

Dal rilievo alla mappa: cosa vedranno gli utenti

Una volta raccolte, le immagini e i dati vengono inviati ai server centrali per le fasi di elaborazione e controllo qualità. Gli utenti di Google Maps potranno così, nel tempo, esplorare virtualmente i vicoli di Bari con una definizione superiore rispetto a quella delle passate acquisizioni stradali. Questo tipo di mappatura pedestre è pensata per integrare le mappe esistenti, offrendo prospettive difficili da ottenere con i veicoli tradizionali e valorizzando scorci urbani che spesso sfuggono alle riprese dall’auto.

Tempi e pubblicazione

L’aggiornamento della mappa non è immediato: le fasi di post-produzione comprendono stitching delle immagini, correzioni colore, georeferenziazione e controlli di qualità che possono richiedere diversi mesi. Solo al termine di questi processi le nuove vedute saranno rese accessibili al pubblico, integrate nell’interfaccia di Google Maps e pronte per essere esplorate da chiunque desideri visitare virtualmente Bari.

Privacy, protocolli e impatto locale

Per garantire il rispetto della privacy dei cittadini, le immagini raccolte sono sottoposte a procedure automatiche che oscurano i volti e le targhe dei veicoli prima della pubblicazione. Questi interventi sono affidati ad algoritmi proprietari che identificano ed anonimizzano automaticamente elementi riconoscibili, in linea con i protocolli di Big G. Inoltre, le operazioni di raccolta dati avvengono sempre nel rispetto delle normative vigenti e secondo procedure aziendali consolidate.

L’avvistamento ha avuto un risvolto pratico per la comunità: più che un evento isolato, la presenza del Trekker rappresenta un’opportunità per valorizzare il patrimonio urbano e per offrire nuovi strumenti a residenti, turisti e professionisti. La mappatura può infatti facilitare la fruizione turistica, supportare progetti di pianificazione urbana e offrire materiale aggiornato per chi opera nella valorizzazione del territorio. Nel frattempo, i curiosi e i cittadini continueranno a riconoscere lo zaino come simbolo di una città che si racconta anche attraverso la tecnologia.

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