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Gip dispone archiviazione per l’indagine sull’omicidio di Benedetto Petrone

La gip ha archiviato l'inchiesta riaperta per l'omicidio di Benedetto Petrone, ucciso il 28 novembre 1977 a Bari: per cinque indagati è intervenuta la prescrizione e un sesto è deceduto, mentre la sorella della vittima aveva presentato opposizione

Gip dispone archiviazione per l’indagine sull’omicidio di Benedetto Petrone

La vicenda giudiziaria legata all’uccisione di Benedetto Petrone il giovane operaio e militante comunista assassinato il 28 novembre 1977 a Bari, ha visto una nuova chiusura: la gip ha disposto l’archiviazione dell’indagine sul cosiddetto “filone bis” aperto alcuni anni fa. La decisione arriva dopo una riapertura delle indagini avviata nel 2026 e dopo che la Procura aveva nuovamente richiesto la chiusura del fascicolo.

La notizia della disposizione giudiziaria è stata seguita con attenzione dai familiari della vittima: la sorella, Porzia Petrone aveva formalmente presentato opposizione alla richiesta di archiviazione. Nei passaggi processuali si sono rilevati elementi di sospetto, ma non sono emersi elementi probatori utili a sostenere una prevedibile condanna per gli indagati coinvolti.

La decisione del gip Gabriella Pece e le motivazioni

Il provvedimento firmato dalla gip Gabriella Pece motiva l’archiviazione con valutazioni precise: alcune aggravanti inizialmente contestate, come la crudeltà e i motivi abietti sono state escluse. Per quanto riguarda le persone iscritte nel registro degli indagati, la gip ha disposto l’archiviazione per cinque di esse per l’intervenuta prescrizione dei reati; un sesto indagato è invece deceduto nel frattempo, rendendo impossibile qualsiasi ulteriore azione penale nei suoi confronti.

La Procura, pur avendo riconosciuto l’esistenza di «elementi quantomeno di fondato sospetto» sulla possibile partecipazione degli indagati ai fatti, ha segnalato che le indagini non hanno portato a riscontri probatori tali da consentire una previsione di condanna. In particolare, alcuni dialoghi intercettati non hanno trovato conferma in elementi investigativi supplementari e non sono stati ritenuti sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio.

Cronologia processuale del caso e atti principali

La vicenda giudiziaria che ruota intorno all’omicidio di Benedetto Petrone ha attraversato più fasi nel tempo. Il delitto avvenne il 28 novembre 1977 nel centro storico di Bari durante un’azione da parte di militanti di estrema destra. Nel 1981 la Corte d’assise di Bari condannò come unico esecutore materiale Giuseppe Piccolo con una pena iniziale che fu poi ridotta in appello l’anno successivo.

La pena inflitta a Piccolo fu ridotta in appello a 16 anni di reclusione nel 1982; l’uomo si tolse la vita in carcere nel 1984, due anni dopo la sentenza di secondo grado. Negli anni successivi il caso non era stato del tutto chiuso: indagini successive e la riapertura di alcune piste investigative portarono all’iscrizione di nuove persone nel registro degli indagati e a una rivalutazione delle aggravanti che era stata inizialmente esclusa o riconosciuta in momenti diversi.

Il filone aperto nel 2017 e la riapertura del 2026

Un’inchiesta avviata nel 2017 e una successiva disposizione giudiziaria avevano posto le basi per ulteriori accertamenti, ma fu nel 2026 che fu disposta una nuova attività investigativa con l’iscrizione di sei persone nel registro degli indagati. Quella fase aveva riacceso il dibattito sulla ricostruzione dei fatti e sulle eventuali responsabilità collettive o associative all’interno del gruppo che compì l’attacco.

Tuttavia, dall’insieme degli atti raccolti è emersa una difficoltà consolidata: prove dirette e riscontri concreti che possano collegare in modo incontrovertibile gli indagati all’omicidio non sono stati acquisiti. Per questo motivo la Procura ha ritenuto opportuno, dopo aver valutato gli elementi disponibili, richiedere nuovamente l’archiviazione.

Reazioni della famiglia e aspetti procedurali

La sorella della vittima, Porzia Petrone ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione, ribadendo la volontà di cercare verità e responsabilità per quanto accaduto il 28 novembre 1977. L’opposizione è stata però respinta dalla gip, che ha ritenuto non sussistenti i presupposti per mantenere aperto il procedimento nei confronti degli indagati citati.

Gli avvocati difensori hanno sottolineato come il provvedimento giudiziario rappresenti la chiusura di un capitolo processuale, anche se doloroso per le parti coinvolte. Dal punto di vista tecnico-processuale, la combinazione di mancanza di nuovi riscontri e della prescrizione ha reso inevitabile la conclusione dell’azione penale in questa fase.

Il caso di Benedetto Petrone resta comunque una ferita nella memoria collettiva e familiare: nonostante l’archiviazione del filone più recente, i fatti storici e la sentenza sul solo esecutore materiale permangono come pietre miliari nella ricostruzione giudiziaria di quanto avvenuto a Bari nel 1977.

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