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Comune di Bari e associazioni collaborano per rafforzare la prevenzione dell’Hiv

Bari si mobilita contro l'Hiv con un'alleanza tra Comune e associazioni. Scopri le nuove strategie per combattere lo stigma e le diagnosi tardive.

Comune di Bari e associazioni collaborano per rafforzare la prevenzione dell’Hiv

In un incontro tenutosi ieri mattina a Bari, il Comune e le principali associazioni locali hanno unito le forze per rafforzare le attività di prevenzione e contrasto all’Hiv e alle malattie sessualmente trasmissibili. Presieduta dal consigliere Fabio Sisto la riunione ha visto la partecipazione di esperti di sanità pubblica, rappresentanti delle associazioni e l’assessore al Benessere sociale Michelangelo Cavone.

L’importanza della sensibilizzazione nelle scuole

Il consigliere Sisto ha sottolineato l’importanza di creare un gruppo di lavoro che possa supportare le realtà attive sul territorio, favorendo l’organizzazione di iniziative nelle scuole e il dialogo con altre istituzioni. La consigliera Silvia Russo Frattasi ha evidenziato come i rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili siano ancora troppo sottovalutati, soprattutto tra i giovani. La prevenzione deve partire proprio dalle scuole, dove è possibile raggiungere un pubblico ampio e sensibile.

Anna De Giosa, psicologa che collabora con l’associazione Cama ha ricordato come i giovani siano spesso disinformati e trascurino l’aspetto delle infezioni. Spazi di condivisione come quelli promossi da Cama permettono di affrontare argomenti spesso considerati tabù nelle famiglie. Anche l’infettivologa Carmen Santoro presidente di Anlaids Puglia ha ribadito l’importanza della prevenzione, ricordando che di Aids si muore ancora.

I numeri preoccupanti in Puglia

Uno degli aspetti più critici emersi durante l’incontro riguarda l’andamento delle nuove diagnosi di Hiv in Puglia. Francesca Centrone, medico igienista del Policlinico di Bari ha evidenziato che il trend delle infezioni non registra miglioramenti significativi. Nel 2026, circa il 75% delle diagnosi è stato tardivo, un dato allarmante che sottolinea la necessità di rafforzare le iniziative di sensibilizzazione e screening.

La necessità di più fondi e spazi adeguati

Le associazioni presenti hanno richiesto più fondi per finanziare le attività di prevenzione e sensibilizzazione. Nicola Catucci, presidente di Lila Bari ha citato l’esempio di Regioni come Lombardia ed Emilia Romagna, dove le Asl stanziano contributi per l’acquisto dei test. Inoltre, è emersa la necessità di disporre di spazi adeguati per garantire privacy durante l’esecuzione dei test. Nicole Laforgia, project manager di Medici con l’Africa Cuamm ha sottolineato l’importanza di abbattere lo stigma e normalizzare gli screening, soprattutto tra la popolazione straniera più fragile.

Gli impegni del Comune di Bari

L’assessore Cavone ha assicurato l’impegno del Comune nel sollecitare la Regione per la convocazione della commissione istituita sul tema. Inoltre, si è discusso della possibilità di individuare uno dei locali comunali disponibili per ospitare le attività delle associazioni. Cavone ha anche proposto di utilizzare la rete dei Centri servizi per le famiglie per ospitare attività di testing e sensibilizzazione.

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