Bari si trova al centro di due notizie che hanno scosso la comunità locale. Da un lato, un episodio di violenza nel quartiere San Pio, dall’altro, un’operazione di polizia contro la pedopornografia online che ha coinvolto anche la città pugliese.
Questi eventi, così diversi tra loro, mettono in luce due facce oscure della cronaca che richiedono attenzione e riflessione.
L’aggressione nel quartiere San Pio
Nel quartiere San Pio di Bari, un episodio di violenza ha rischiato di trasformarsi in una tragedia. Un gruppo di persone ha messo in atto una spedizione punitiva in un biliardo locale, situato sotto i portici di una strada frequentata da famiglie e bambini. Gli aggressori, arrivati a bordo di due auto di grossa cilindrata, una bianca e una nera, hanno esploso alcuni colpi di pistola e picchiato due uomini con stecche da biliardo.
La scena è stata descritta come caotica, con bottiglie rotte e sedie rovesciate a terra. Nonostante la presenza di numerose persone, tra cui donne e bambini che giocavano nei pressi della pineta del quartiere, non ci sono state vittime gravi. La polizia, intervenuta prontamente, ha trovato le stecche usate per l’aggressione ma nessun bossolo, né all’interno né nelle vicinanze del locale.
Le indagini in corso
Le indagini sono affidate alla Squadra mobile di Bari, che sta cercando di fare luce su questo episodio. Le urla delle donne e dei bambini presenti hanno aggiunto un ulteriore elemento di drammaticità alla situazione. Al momento, non ci sono informazioni sulle condizioni degli uomini aggrediti, ma le forze dell’ordine stanno lavorando per identificare i responsabili.
La maxi operazione contro la pedopornografia
In un contesto completamente diverso, Bari è stata coinvolta in una maxi operazione contro la pedopornografia online. L’operazione, coordinata dalla procura di Catania, ha portato all’arresto di sette persone e all’indagamento di altre trenta, sparse in 17 città italiane. Tra queste, anche Bari, dove sono state eseguite perquisizioni.
Oltre cento agenti della Polizia postale sono stati impegnati in perquisizioni personali e informatiche, sequestrando numerosi dispositivi contenenti decine di migliaia di file illegali. Il Centro operativo per la Sicurezza Cibernetica di Catania ha analizzato navigazioni sul darkweb, chat su cellulari e indirizzi IP, riuscendo a individuare diversi gruppi attivi nello scambio di video di pornografia minorile.
I dettagli dell’operazione
L’indagine, condotta anche in modalità sotto copertura, ha richiesto un lungo lavoro di approfondimento e riscontri investigativi, anche con acquisizioni di dati all’estero. Gli indagati, tutti di sesso maschile, hanno età comprese tra i 19 e i 59 anni e appartengono a diverse estrazioni sociali: studenti, disoccupati, impiegati, professionisti e operai. Il materiale sequestrato è al vaglio degli investigatori per ulteriori approfondimenti.
Questa operazione ha permesso di identificare soggetti residenti in diverse città italiane, tra cui Bari, Bolzano, Brescia, Catania, Caserta, Catanzaro, Enna, Frosinone, Lodi, Milano, Nuoro, Pescara, Potenza, Rimini, Torino, Venezia e Verona. L’obiettivo è confermare il quadro indiziario, acquisire ulteriori elementi a carico di persone ancora ignote e identificare le piccole vittime coinvolte.



