Il Presidente della Repubblica e autorità locali hanno commemorato il decimo anniversario della tragedia ferroviaria avvenuta il 12 luglio 2016 sulla tratta Andria-Corato in una cerimonia tenuta il 12 luglio 2026 alla stazione di Andria. Un minuto di silenzio è stato seguito da 23 rintocchi di campana e dalla lettura dei nomi delle vittime alle 11:05, ora dell’impatto.
La commemorazione ha assunto rilievo nazionale perché quella giornata ha segnato la regione e l’opinione pubblica per la portata della perdita e le successive vicende giudiziarie. Le istituzioni e le comunità locali hanno voluto riaffermare l’impegno per la memoria e per la sicurezza ferroviaria.
Partecipanti e parole ufficiali
Alla cerimonia hanno partecipato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i sindaci del territorio, familiari delle vittime e rappresentanti politici nazionali e locali. Il Presidente Mattarella ha espresso “solidarietà e vicinanza per tutta la cittadinanza”, ricordando che “il dolore di quelle famiglie divenne il dolore della Repubblica” e ribadendo che “la sicurezza dei cittadini non è un costo, ma il primo dovere della Repubblica”.
Il senatore Dario Damiani ha osservato: “Il dolore e la commozione per la tragedia che il 12 luglio 2016 spezzò ventitré vite sulla tratta ferroviaria Andria-Corato resta immutato per la comunità pugliese. Oggi, nel decimo anniversario, abbiamo condiviso ancora con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un momento di profondo raccoglimento nella città di Andria che ha pianto il numero più alto di vittime, ben sei.” Francesco Boccia ha aggiunto: “Dieci anni sono tanti. Eppure ci sono giorni che non finiscono mai. Il 12 luglio 2016 è uno di quei giorni. Oggi il primo pensiero va alle ventitré vittime, ai loro familiari e a tutte le persone che da quella tragedia portano ancora addosso ferite fisiche e psicologiche.”
Ricostruzione dell’incidente e responsabilità giudiziarie
L’incidente era avvenuto sulla tratta a binario unico alternato gestita con il sistema del blocco telefonico e la dinamica era stata ricostruita con l’indicazione di un “errore umano” nelle sentenze di primo e secondo grado. In appello erano stati condannati il capostazione di Andria, Vito Piccarreta, e il capotreno del convoglio partito da Andria, Nicola Lorizzo.
La ricostruzione indicava che alle 10:45 dalla stazione di Andria fu concesso il via libera per la partenza dall’altra stazione dell’Et1016, e senza attendere l’arrivo di quel convoglio nella stazione di Andria fu fatto partire alle 11:00 l’Et1021 verso Corato; l’impatto ad alta velocità era avvenuto alle 11:05. Le responsabilità contestate in sede giudiziaria hanno mantenuto viva l’attenzione pubblica sulle procedure operative e sui sistemi di sicurezza.
Memoria locale: monumenti e lapidi
Durante la cerimonia è stato scoperto un monumento dedicato alle vittime alla stazione di Andria e sono state annunciate iniziative commemorative nelle città coinvolte. Bitonto ha partecipato ufficialmente alla manifestazione e il sindaco ha rappresentato la città alla cerimonia nazionale, dove è stata annunciata la collocazione di una lapide commemorativa nella stazione di Bitonto insieme a quelle delle altre città coinvolte.
La lapide a Bitonto è stata descritta come un gesto simbolico per custodire il ricordo e richiamare quotidianamente l’attenzione sulla sicurezza ferroviaria e sul valore della vita umana. La sindaca di Andria, Giovanna Bruno, ha affermato che “Piazze, targhe, statue, insegne dedicate alle vittime non colmano 10 anni di assenza. Non restituiscono volti e abbracci. Perché 23 persone non muoiono per fatalità, muoiono per responsabilità. Precise.”
Posizioni dei familiari e iniziative civiche
Non tutti i familiari hanno partecipato alla cerimonia: Daniela Castellano, figlia di una delle vittime, ha dichiarato di non voler prendere parte alla commemorazione e ha espresso critiche per le mancate risposte giudiziarie degli anni precedenti, sostenendo che “Se i nostri morti sono di serie B, ci comporteremo come familiari di serie B.”
Organizzazioni civiche e partiti locali hanno ribadito l’impegno per il miglioramento delle infrastrutture nel Sud e per la memoria delle vittime; Luigi Dicataldo, Segretario Provincia BAT Europa Verde – AVS e Portavoce cittadino Barletta Europa Verde – AVS, ha dichiarato: “Noi di Europa Verde rivolgiamo un appello a tutte le autorità nazionali che sono state presenti alla commemorazione ringraziandola per la loro presenza ma soprattutto rivolgiamo una preghiera alle 23 vittime e ci impegneremo affinché questa giornata simbolo sia l’inizio del cambiamento infrastrutturale del sud Italia.”



