Il consigliere comunale Robert Amato, eletto nella lista Molfetta Popolare a sostegno del sindaco Pietro Mastropasqua, ha sollevato una serie di critiche riguardanti la delibera numero 1 del 7 luglio 2026 sull’impiantistica sportiva a Molfetta. Amato, uno dei consiglieri più votati, ha espresso preoccupazione per il metodo adottato e per le omissioni contenute nel provvedimento.
In un comunicato stampa, Amato ha definito “trionfalistico” il comunicato della maggioranza sui risultati raggiunti nel primo mese di amministrazione, sottolineando come lo sport sia stato trattato solo marginalmente. “Sulla questione sport e impiantistica sportiva a Molfetta, sono da alcuni giorni impegnato all’ascolto di tante realtà sportive e gestori di impianti”, ha dichiarato Amato, evidenziando l’importanza di un confronto diretto con le parti interessate.
Criticità nella delibera: mancanza di consultazione e impianti esclusi
La delibera, secondo Amato, avrebbe dovuto risolvere le criticità di alcuni impianti arrivati a scadenza con il relativo bando, proporre principi per i prossimi affidamenti e valutare l’impiantistica sportiva complessiva. Tuttavia, il consigliere ha criticato l’assenza di tavoli d’ascolto con le realtà sportive e i gestori delle strutture, una richiesta che aveva avanzato prima dell’adozione della delibera.
Tra le omissioni più gravi, Amato ha segnalato l’esclusione dal bando del palazzetto di via Craxi e della cittadella dello sport due impianti ultimati ma privi delle agibilità necessarie. “Mi chiedo quali siano gli intendimenti di questa amministrazione in merito a queste due strutture”, ha affermato, sottolineando il potenziale valore aggiunto per il tessuto sociale e sportivo di Molfetta.
Tempi e rilevanza economica: le altre criticità
Un’altra criticità evidenziata da Amato riguarda i tempi previsti per i bandi, fissati al 31 dicembre 2026. Secondo il consigliere, questa scadenza non consentirebbe al vincitore del bando di subentrare nella stagione sportiva in corso, rendendo difficile l’adeguamento alla programmazione del passato gestore. “Avevo suggerito di partire subito con i due bandi più urgenti per Paolo Poli e pala Poli”, ha dichiarato, proponendo una soluzione alternativa.
Amato ha inoltre criticato la mancanza di un’analisi approfondita sulla rilevanza economica delle strutture sportive incluse nella delibera. “Si sarebbero dovuti ascoltare tutti i gestori degli impianti per capire quali fossero i benefici guadagno-costi”, ha affermato, sottolineando l’importanza di una valutazione accurata.
L’Ufficio Sport: carenze e mancanza di chiarezza
Infine, Amato ha sollevato preoccupazioni riguardo alla struttura dell’Ufficio Sport segnalando una carenza di personale e una mancanza di chiarezza nei compiti assegnati alle tre unità in forza. “Sia l’assessorato al personale che il dirigente competente dovrebbero dare un indirizzo chiaro sulla metodologia di lavoro di quest’ufficio”, ha dichiarato, evidenziando il rischio di mancanza di controlli sugli impianti dati in gestione.
Alla luce di queste criticità, Amato ha chiesto formalmente il ritiro e l’annullamento della delibera, proponendo un percorso di ascolto reale delle realtà sportive e dei gestori prima di elaborare un nuovo provvedimento. “Chiedo che vengano ascoltate le realtà sportive e i gestori degli impianti e solo dopo, avendo un’idea più chiara della situazione in essere, elaborare una delibera di giunta che sia più giusta, più equa e più funzionale”, ha concluso, preannunciando interrogazioni scritte e orali in consiglio comunale se lo stato di cose non dovesse cambiare.



