La regione puglia ha presentato il suo bilancio sanitario per l’anno 2026, rivelando una perdita significativa di 349,10 milioni di euro. Questo dato rappresenta un peggioramento del 314% rispetto al 2026, quando la perdita era stata di 84,38 milioni. La situazione è emersa durante l’udienza del giudizio di parificazione del rendiconto generale 2026, tenutasi a Bari presso la Corte dei Conti.
Le principali cause del disavanzo
La magistratura contabile ha evidenziato che il risultato negativo è dovuto principalmente alla mancata erogazione di contributi in conto esercizio. La Regione non ha disposto alcun trasferimento in corso d’anno, rendendo il risultato economico un riflesso integrale dell’andamento della gestione, senza interventi finanziari straordinari.
La voce di costo principale è rappresentata dalla spesa per il personale che ha registrato un incremento di 157 milioni di euro rispetto al 2026. Di questi, 97 milioni sono imputabili al saldo occupazionale positivo di 2.367 unità derivante da 3.897 assunzioni a fronte di 1.530 cessazioni. I restanti 60 milioni sono legati agli effetti economici del rinnovo del CCNL del comparto sanitario e all’adeguamento dei fondi contrattuali.
Spese farmaceutiche e dispositivi medici
Anche la spesa farmaceutica complessiva ha registrato un aumento del 5,82% rispetto al 2026. Il monitoraggio AIFA del 9 giugno 2026 ha confermato questo incremento, attestando un’incidenza sul fondo sanitario del 19,56% superando il limite massimo del 15,30% fissato dalla normativa statale.
La spesa per i dispositivi medici nel 2026 ha raggiunto i 627,60 milioni di euro rispetto ai 583,74 milioni del 2026, con un incremento del 7,5% e uno scostamento rispetto al tetto assegnato di circa il 60%.
I flussi in uscita per ricoveri
La Corte dei Conti ha anche evidenziato il ruolo dei flussi in uscita per ricoveri, che si dirigono prevalentemente verso due regioni: Emilia-Romagna (oltre il 27%) e Lombardia (25%), con una concentrazione nella disciplina di ortopedia e traumatologia.
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro ha partecipato all’udienza e ha riconosciuto le difficoltà emerse, sottolineando l’importanza di intervenire sulle inefficienze e sui ritardi attraverso una cabina di regia che coinvolga i direttori generali e la macchina amministrativa della Regione.
Decaro ha anche collocato le criticità sanitarie in un contesto più ampio, quello della finanza pubblica nazionale evidenziando come le Regioni siano chiamate a gestire sempre maggiori responsabilità con risorse che tendono a diminuire in maniera non equa.



