Il Comando Provinciale di Bari della Guardia di Finanza ha eseguito, nelle province di Bari e Foggia, un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento, eseguito il 3 Giugno 2026, riguarda denaro, beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre 1,3 milioni di euro.
L’azione odierna è parte di un filone d’inchiesta che aveva già portato, tra il 2026 e il 2026, all’esecuzione di tre provvedimenti ablativi per un valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro. Le investigazioni mirano a chiarire come risorse pubbliche dell’Agenzia Regione del Turismo della Regione Puglia siano state utilizzate in modo anomalo, secondo gli inquirenti, in un arco temporale che abbraccia il periodo 2017-2026.
Le accuse e le persone coinvolte
Secondo quanto ricostruito dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, le misure cautelari colpiscono complessivamente 13 persone, tra cui 4 pubblici ufficiali. Tra gli indagati figurano il Dirigente Generale ad interim (poi deceduto) dell’Agenzia e l’allora Responsabile dell’Ufficio Paghe e Pagamenti. Le contestazioni, emerse nella fase delle indagini preliminari, riguardano il reato di peculato per presunte distrazioni di fondi pubblici.
Le modalità contestate
Gli investigatori ipotizzano che, mediante un vero e proprio “metodo”, siano stati corrisposti emolumenti stipendiali e somme «fuori busta» al Dirigente Generale ad interim, ritenuti del tutto ingiustificati e macroscopicamente eccedenti rispetto alle mansioni e all’inquadramento contrattuale. Nel complesso, tra il 2017 e il 2026, sarebbe stato dirottato oltre 2,5 milioni di euro di risorse pubbliche, secondo l’ipotesi accusatoria.
Le indagini finanziarie e l’azione di sequestro
Le attività svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno coinvolto analisi contabili e riscontri documentali anche con il concorso dell’Agenzia stessa. Grazie a questi approfondimenti, gli inquirenti avrebbero potuto ricostruire transazioni e benefici indebitamente percepiti, nonché individuare beni e somme riconducibili agli indagati da sottoporre a sequestro. Il provvedimento del 3 Giugno 2026 riguarda sia disponibilità liquide sia patrimoni immobiliari e mobiliari.
Ruolo di familiari e privati
Le contestazioni si estendono anche a soggetti estranei all’amministrazione pubblica: familiari e privati sarebbero stati destinatari di somme accreditate consapevoli, secondo gli inquirenti, della provenienza illecita dei fondi. Alcuni di questi soggetti sono accusati di aver contribuito a ripulire le somme o a reimpiegare beni strumentali acquistati con denaro pubblico in attività economiche.
Contesto e prospettive processuali
Si sottolinea che le persone colpite dai provvedimenti sono, al momento, nella fase delle indagini preliminari e non sono state rinviate a giudizio né condannate. La fase cautelare mira a preservare la disponibilità dei beni ritenuti frutto di condotte illecite, in vista delle successive fasi processuali. L’operazione del 3 Giugno 2026 si inserisce in un percorso investigativo più ampio che, già nel 2026 e nel 2026, aveva portato a sequestri per oltre 1,2 milioni di euro.
Dichiarazioni e comunicazione ufficiale
In una nota diramata dal Comando delle Fiamme Gialle si legge che gli esiti dell’attività d’indagine costituiscono una testimonianza del costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto ai reati commessi dai pubblici ufficiali, nella lotta agli sprechi di denaro pubblico e nella tutela della legalità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione. fonti giornalistiche locali, tra cui BariToday, hanno riportato gli sviluppi dell’operazione nella mattinata e nel pomeriggio del 03 giugno 2026 alle 17:10.
La complessità del caso richiederà ulteriori verifiche documentali e, successivamente, il confronto in sede giudiziaria nel contraddittorio con le difese. L’intero iter investigativo rimane sotto la responsabilità della Procura della Repubblica di Bari e del Nucleo della Guardia di Finanza che hanno condotto le operazioni.
Redazione. P.Fer.