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Wax o honey oil: perché il ‘miele da sballo’ è molto più pericoloso della marijuana

Un estratto concentrato di cannabis noto come "miele da sballo" o wax contiene Thc in percentuali che possono superare il 70-90% e, in caso di consumo massiccio, può causare gravi emergenze mediche e problemi psichiatrici a lungo termine

Wax o honey oil: perché il ‘miele da sballo’ è molto più pericoloso della marijuana

Negli ultimi anni è emerso un prodotto dai nomi seducenti — “wax”, “honey oil” o, nella versione colloquiale, miele da sballo — che in realtà è un estratto di cannabis estremamente concentrato e potenzialmente pericoloso. Un recente episodio che ha visto un ragazzo di 17 anni ricoverato in condizioni critiche dopo aver ingerito un cucchiaino di questa sostanza ha riportato l’attenzione su come la composizione chimica e le modalità di assunzione possano trasformare una droga già rischiosa in una minaccia immediata per la salute.

Che cos’è il “miele da sballo” e come si ottiene

Il wax è un concentrato ricavato dalle infiorescenze della canapa mediante processi di estrazione che separano i cannabinoidi dalla materia vegetale. Il risultato è una sostanza resinosa, appiccicosa e spesso di colore ambrato o dorato, da cui prende il nome alternativo di honey oil. A differenza della marijuana classica, il cui THC si aggira generalmente tra il 10% e il 30%, il wax può raggiungere percentuali molto più alte, talvolta oltre il 70% e, in casi segnalati, fino al 90% di THC. La tecnica più comune per ottenere questo estratto prevede l’uso di solventi come il butano, che scioglie i principi attivi e viene poi eliminato con il riscaldamento.

Rischi legati al processo di produzione

Quando l’estrazione è effettuata in contesti non controllati, rimangono spesso residui di solvente e altre impurità che aumentano il rischio per chi consuma il prodotto. Il butano e altri solventi possono lasciare tracce tossiche, mentre pratiche di produzione improvvisate espongono a pericoli chimici e a variazioni imprevedibili della potenza. In sintesi, non esiste una garanzia di purezza o di dosaggio sicuro quando il concentrato proviene da canali non regolamentati.

Modalità di consumo e intensità degli effetti

Il metodo più diffuso per assumere il wax è il cosiddetto dabbing, che consiste nel riscaldare una piccola quantità di concentrato su una superficie molto calda per poi inalare il vapore prodotto. Questa tecnica mette rapidamente a disposizione dell’organismo grandi dosi di THC, con effetti immediati e spesso molto intensi rispetto alla semplice inalazione di cannabis tradizionale. Tuttavia, esistono anche consumi per via orale, come l’ingestione di miscugli dal sapore dolce che possono sembrare innocui (da qui l’appellativo “miele”), ma che in caso di dosi elevate producono effetti prolungati e più imprevedibili.

Inalazione vs ingestione: differenze cliniche

L’accesso rapido al cervello mediante inalazione determina un picco rapido e di breve durata; l’ingestione provoca invece un assorbimento più lento ma prolungato, con metaboliti diversi attivi nel sistema nervoso. In pratica, un cucchiaino ingerito di un concentrato con percentuali altissime di THC può mantenere livelli elevati nel sangue per molto più tempo rispetto a una singola inalazione, incrementando il rischio di complicazioni gravi come coma, gravi disturbi respiratori o cardiovascolari.

Effetti acuti e conseguenze a lungo termine

Gli effetti acuti di un concentrato ad alta potenza includono intensa euforia, rilassamento marcato, alterazione della percezione del tempo e dello spazio, tachicardia, ridotta coordinazione e deficit attentivi. Nei consumatori occasionali o non tolleranti, l’assunzione può scatenare ansia, attacchi di panico, paranoia e allucinazioni; nei casi più gravi si manifestano psicosi acute che richiedono il ricovero. Gli specialisti avvertono che l’esposizione ripetuta durante l’adolescenza — periodo in cui il cervello non ha ancora completato la maturazione — può aumentare il rischio di sviluppare disturbi psichiatrici come schizofrenia, depressione e deficit cognitivi.

Perché gli adolescenti sono particolarmente vulnerabili

Nel cervello in sviluppo sono particolarmente abbondanti i recettori CB1, il principale bersaglio molecolare del THC. Un’esposizione massiccia e ripetuta a concentrazioni molto alte può alterare percorsi neurochimici fondamentali per l’apprendimento, l’umore e il controllo degli impulsi. Gli esperti sottolineano che questa interferenza sullo sviluppo cerebrale può tradursi in conseguenze persistenti e talvolta irreversibili, rendendo il fenomeno motivo di profonda preoccupazione per famiglie e operatori sanitari.

La notizia del giovane ricoverato, ripresa da fonti nazionali e pubblicata il 3 Giugno 2026, ha spinto gli specialisti del settore a ribadire l’importanza di informazioni chiare sui rischi e di interventi di prevenzione mirati. In assenza di regolamentazione e controllo sulla qualità di questi concentrati, la prudenza e l’informazione restano le armi più efficaci per evitare che prodotti presentati con nomi innocui diventino causa di danni seri alla salute.

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