La città di Bari ha messo a confronto tecnologia, operatori e cittadini in una prova su larga scala della cosiddetta Mobility as a Service. I risultati ufficiali presentati in occasione dell’evento conclusivo mostrano numeri che confermano un cambio di passo nelle abitudini di mobilità: migliaia di utenti registrati, centinaia di migliaia di viaggi tracciati e incentivi significativi erogati per sostenere scelte più sostenibili.
La sperimentazione, inserita nel programma MaaS4Italy e collegata agli obiettivi regionali di innovazione, ha cercato di mettere insieme in un unico ecosistema digitale il trasporto pubblico locale e regionale, il treno e i servizi di sharing mobility, puntando a offrire all’utente un’unica esperienza di viaggio.
Numeri chiave e crescita della sperimentazione
I dati raccolti tra settembre 2026 e aprile 2026 raccontano una progressione marcata: oltre 400.000 viaggi tracciati nel Dsrm del ministero, più di 21.000 utenti registrati e circa 14.000 utenti unici attivi. Gli incentivi economici distribuiti sono ammontati complessivamente a 1.230.000 euro, impiegati per promuovere la mobilità sostenibile e favorire il passaggio all’uso multimodale.
Andamento temporale
L’evoluzione del servizio è stata rapida: dai primi 813 viaggi registrati nel 2026 si è arrivati a 181.415 viaggi nel quadrimestre settembre-dicembre 2026, per poi registrare 123.856 viaggi nel primo trimestre del 2026. Questo incremento è stato sostenuto sia dall’ampliarsi dell’offerta digitale sia da misure economiche mirate: 609.501 euro, pari al 49% del totale degli incentivi, sono stati erogati proprio durante il picco di fine 2026.
Un unico sistema digitale per servizi diversi
Il progetto ha avuto un ruolo centrale nel collegare in una singola piattaforma il trasporto urbano, regionale e nazionale e i servizi di micromobilità. Il Comune di Bari ha svolto la funzione di policy maker, coordinando partner pubblici e privati: gli operatori ferroviari e del trasporto locale si sono integrati con i fornitori di sharing come Bit, Dott, Lime e Pikyrent, mentre i canali di accesso digitale hanno visto l’ingresso graduale di diversi MaaS operator.
Ruolo dei canali digitali
La disponibilità di interfacce come myCicero, Urbi, Tabnet e WeTaxi ha ampliato il catalogo dei servizi e facilitato l’adozione da parte degli utenti. L’interoperabilità tra piattaforme e la capacità di tracciare i viaggi sono state leve decisive per misurare l’efficacia delle azioni e orientare la pianificazione.
Impatto sugli utenti e sul comportamento di mobilità
Un’indagine condotta su un campione di 2.518 residenti ha evidenziato una soddisfazione generale vicina al 96% nella fase finale della sperimentazione. Tra gli effetti concreti, emerge una forte riduzione dell’uso del biglietto cartaceo, abbandonato quasi totalmente dal 92% dei partecipanti, e un incremento dell’utilizzo combinato di mezzi pubblici e servizi in sharing, con uno shift modale superiore al 60%.
Profilo degli utilizzatori
La platea degli utenti coinvolti è prevalentemente composta da studenti e pendolari, che insieme rappresentano il 91,8% dei viaggi registrati (49,2% studenti e 42,5% pendolari). L’età media degli utilizzatori più attivi si concentra tra i 20 e i 30 anni, con motivazioni di spostamento legate principalmente al lavoro e allo studio.
Le lezioni apprese e le priorità per il futuro
Chiusa la fase sperimentale, l’amministrazione individua tre direttrici prioritarie: consolidare la base di studenti e pendolari tramite abbonamenti integrati e accordi con scuole e grandi datori di lavoro; definire una governance stabile che trasformi l’esperienza pilota in un servizio continuativo; valorizzare e monitorare il patrimonio dati per orientare investimenti e politiche di mobilità.
Gli amministratori regionali e comunali sottolineano che il Maas non è solo un’app, ma un infrastrumento abilitante capace di misurare la domanda reale e di guidare comportamenti più sostenibili. Tra gli obiettivi concreti indicati figura l’introduzione di un biglietto unico integrato che accompagni il cittadino dall’autobus al treno, fino ai servizi di sharing, rendendo l’esperienza di viaggio più fluida e conveniente.
Prospettive di scala
La sperimentazione a Bari serve anche come modello replicabile: dimostra come la digitalizzazione e il coordinamento tra enti pubblici e operatori privati possano essere applicati a realtà metropolitane e, con le opportune adattazioni, estesi a livello regionale. La sfida rimane garantire continuità finanziaria e regole chiare per la governance del sistema.
In sintesi, i risultati raccolti offrono una roadmap per trasformare l’esperimento in una politica di mobilità permanente: più dati, più integrazione e una maggiore attenzione alle esigenze quotidiane di chi si muove in città.