Un’operazione della Guardia di Finanza di Foggia ha portato allo smantellamento di un’organizzazione criminale specializzata nel furto e smontaggio di autovetture. L’indagine ha portato all’emissione di un’ordinanza cautelare nei confronti di 13 persone, con accuse che vanno dall’associazione per delinquere alla ricettazione e al riciclaggio di denaro.
L’organizzazione operava su due fronti: uno a Bitonto, nella provincia di Bari, e l’altro a Cerignola, in provincia di Foggia. I due gruppi erano specializzati in fasi diverse del processo illecito, creando una filiera completa per il furto e la vendita di pezzi di ricambio.
Il gruppo di Bitonto: furti e smontaggio
Il gruppo operante a Bitonto era composto da quattro persone e si occupava della fase esecutiva dei furti. Utilizzavano la tecnica della ‘spintarella’ ovvero spingevano le auto con veicoli di grossa cilindrata per rubarle in pochi secondi. Le autovetture rubate venivano poi trasportate in aree rurali isolate dove venivano smontate e cannibalizzate per recuperare i pezzi di ricambio.
Questa tecnica permetteva di agire rapidamente e di evitare di attirare l’attenzione, rendendo difficile il tracciamento delle auto rubate. I pezzi smontati venivano poi consegnati al gruppo di Cerignola per la fase successiva del processo.
Il gruppo di Cerignola: logistica e mercato nero
Il gruppo di Cerignola, composto da nove persone, era responsabile della gestione logistica e commerciale dell’intera filiera illecita. Trasportavano i pezzi smontati, li stoccavano in depositi ritenuti sicuri e li consegnavano ad autodemolitori compiacenti che li immettevano nel mercato nero dei ricambi.
Questa parte dell’organizzazione era cruciale per il successo dell’operazione illecita, poiché permetteva di trasformare i pezzi rubati in denaro contante, eludendo i controlli delle autorità. Inoltre, parte dei proventi illeciti veniva auto-riciclata attraverso l’acquisto di nuove autovetture formalmente destinate ad attività di noleggio, un espediente per reinserire i capitali illeciti nel circuito economico legale.
L’autoriciclaggio attraverso il noleggio auto
Il promotore dell’associazione, un cerignolano, utilizzava parte dei proventi illeciti per acquistare nuove autovetture, formalmente destinate ad attività di noleggio. Questo metodo permetteva di cancellare l’origine illecita dei capitali e di reinserirli nel circuito economico legale, rendendo più difficile il tracciamento delle attività criminali.
L’operazione della Guardia di Finanza ha portato alla luce un’organizzazione ben strutturata e specializzata, che operava su due fronti per massimizzare i profitti illeciti. La disarticolazione di questa rete rappresenta un importante successo nella lotta contro il crimine organizzato e il traffico illecito di autovetture.



