Il 2026 segna un anno di grande importanza per la cultura italiana, in particolare per la Sardegna, con il centenario del Premio Nobel per la Letteratura assegnato a Grazia Deledda nel 1926. Per celebrare questa ricorrenza, è stato organizzato uno spettacolo multidisciplinare che unisce danza, musica e parola, intitolato Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa.
L’evento si terrà il 5 agosto a San Giovanni di Sinis – Cabras (Or), in un contesto che unisce tradizione e innovazione. Promosso dal Ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna, dalla Fondazione Mont’e Prama e dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, lo spettacolo vede la partecipazione di artisti di fama internazionale.
Un dialogo tra due icone della cultura italiana
Lo spettacolo Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa rappresenta il cuore artistico delle celebrazioni per il centenario del Nobel a Grazia Deledda. Attraverso una rilettura contemporanea, il progetto esplora il dialogo ideale tra Grazia Deledda e Eleonora Duse, due figure che hanno profondamente influenzato la cultura italiana con il loro talento e la loro libertà.
Il punto di incontro tra queste due straordinarie donne è il celebre romanzo Cenere di Grazia Deledda, che nel 1916 divenne un film muto interpretato da Eleonora Duse. Questo lavoro simbolico unisce letteratura, teatro e cinema, parola e immagine, Nord e Sud, trasformandosi nel cuore poetico dello spettacolo. Da qui prende avvio un dialogo artistico che attraversa il tempo e restituisce al pubblico due donne che hanno cambiato il proprio Paese senza clamore, ma con una straordinaria capacità di incidere nella coscienza collettiva.
Artisti e protagonisti dello spettacolo
Protagonisti dello spettacolo saranno l’étoile Emanuela Bianchini che firma anche la struttura coreografica definitiva dell’opera, il primo ballerino Damiano Grifoni e i solisti della Mvula Sungani Physical Dance. La parola è affidata alla grande attrice sarda Lia Careddu mentre la musica live vede protagoniste le voci di due interpreti come Flo e Serena Pisa accompagnate da Ernesto Nobili alla chitarra, autore anche della direzione musicale.
La musica dal vivo assume un ruolo centrale nella costruzione drammaturgica. Lo spettacolo attraversa alcune tra le pagine più significative della canzone d’autore italiana – da Lucio Battisti, Vasco Rossi, Luca Barbarossa, Roberto Vecchioni, Fabrizio De André, Franco Battiato e Renato Zero, insieme ai canti della tradizione popolare – proposte attraverso nuovi arrangiamenti che intrecciano sonorità acustiche ed elettroniche.
La storia di Grazia Deledda e la sua modernità
Grazia Deledda emerge come una figura di piena modernità. Prima donna italiana insignita del Premio Nobel per la Letteratura, fu anche la prima donna candidata al Parlamento italiano nel 1909, quando il suffragio politico era ancora riservato agli uomini. Ottenne 34 voti, dei quali 31 contestati. Un episodio apparentemente marginale che oggi assume il valore di un gesto simbolico, testimonianza del coraggio con cui seppe sfidare le convenzioni del proprio tempo e aprire una strada verso una nuova consapevolezza del ruolo delle donne nella società.
Lo spettacolo nasce da un’idea del regista e coreografo Mvula Sungani concepita durante la pandemia in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita della scrittrice nuorese. Un progetto profondamente personale, dedicato alla memoria della madre, sarda originaria di Nuoro, e della nonna, entrambe figure che hanno ispirato una riflessione sulla forza silenziosa delle donne e sulla loro capacità di trasformare il dolore in dignità, libertà e futuro.
La prima versione dello spettacolo, prevista nel 2026, non poté andare in scena a causa della pandemia. Oggi quell’idea trova finalmente compimento in una nuova produzione, ripresa e rielaborata dall’étoile Emanuela Bianchini che ne firma la struttura coreografica definitiva.
Come racconta lo stesso Mvula Sungani“Nel silenzio, dove la parola si dissolve, il suono si fa memoria e il gesto prende forma, nascono emozioni e visioni. Questo spettacolo è nato anche per Vanna e Lucia, mia madre e mia nonna, due donne sarde che, come Olì e la stessa Deledda, hanno saputo resistere al proprio tempo, difendere la propria libertà e trasformare il dolore in forza.”
Da questa visione prende forma lo spettacolo Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa che restituisce la storia di Grazia Deledda non come quella di un’icona del passato, ma come quella di una donna capace di parlare ancora al nostro presente. Attraverso la vicenda di Olì, protagonista di Cenere emerge una riflessione universale sul sacrificio, sulla maternità, sulla responsabilità e sulla dignità umana.
Il rapporto con il figlio Anania diventa il filo conduttore di una narrazione che supera il tempo storico e invita a interrogarsi sul significato dell’amore, della cura e della capacità di riconoscere il dolore dell’altro. La scena si sviluppa come uno spazio sospeso, dove danza, musica e parola si fondono in un unico linguaggio espressivo.
Nel silenzio, come nel cinema muto, ogni gesto diventa racconto, ogni movimento custodisce una memoria, ogni presenza si trasforma in emozione. È la cifra poetica della physical dance di Mvula Sungani nella quale il corpo non accompagna la narrazione ma la genera, traducendo in movimento i sentimenti, i conflitti e le tensioni interiori dei personaggi.
Le canzoni diventano parte integrante della narrazione, non come semplice accompagnamento musicale, ma come patrimonio poetico capace di dialogare con l’universo di Grazia Deledda e con i temi che attraversano la sua opera. La scelta musicale nasce dalla volontà di raccontare, anche attraverso le parole dei grandi cantautori italiani, il rapporto tra madri e figli, osservato da uno sguardo maschile che si interroga sulla propria fragilità, sulla responsabilità e sulla capacità di riconoscere il valore della cura.
Letteratura, musica e danza si intrecciano così in un racconto che supera la vicenda individuale per parlare dell’essere umano, della memoria e della possibilità di cambiamento. L’immaginario di Grazia Deledda dialoga con il presente attraverso un linguaggio scenico essenziale e fortemente evocativo.
I danzatori diventano proiezioni viventi della memoria, traducendo in movimento emozioni, conflitti e paesaggi interiori, mentre la musica dal vivo accompagna ogni quadro scenico, costruendo un ponte continuo tra passato e contemporaneità.
Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa è molto più di un omaggio a due straordinarie protagoniste della cultura italiana. È un’opera che mette in dialogo letteratura, teatro, musica e danza per restituire al presente l’attualità del pensiero di Grazia Deledda e la modernità di Eleonora Duse, due donne che hanno saputo trasformare il proprio talento in uno strumento di libertà, aprendo nuove strade per le generazioni successive.



