Nel centro storico di Sternatìa, cuore della Grecìa salentina, prende vita un intervento che fonde tecnologia, patrimonio e partecipazione. La mostra intitolata “Lampa-Sternatia, il borgo che vorrei” apre un percorso concepito come mostra immersiva permanente e propone esperienze che si articolano tra installazioni, spettacoli e attività digitali. L’iniziativa è pensata per coinvolgere residenti e visitatori, trasformando spazi simbolo del paese in luoghi attivi di fruizione culturale e sperimentazione.
Per tre giorni, dal 31 maggio al 2 giugno, il borgo funge da cantiere a cielo aperto per progettisti, artisti e operatori culturali. Gli eventi comprendono workshop dedicati alla gamification e all’arte immersiva, performance musicali, installazioni interattive e un itinerario enogastronomico sotto l’etichetta Borgo dei sapori. La pluralità delle proposte punta a restituire valore ai luoghi e a generare nuove occasioni di attrazione turistica e sociale.
Un laboratorio aperto di innovazione culturale
Il programma è strutturato per favorire l’incontro tra pratiche creative e tecnologie applicate alla cultura: realtà aumentata, videomapping e sound design saranno integrate in percorsi che attraversano piazze e vicoli. L’approccio mira a far emergere la memoria locale attraverso linguaggi contemporanei, offrendo ai partecipanti un’occasione per esplorare l’identità del territorio in modo immersivo. Il carattere sperimentale della manifestazione rende Sternatìa un modello per altre realtà interessate alla rigenerazione culturale dei borghi.
Ospiti, spettacoli e pratiche artistiche
Tra gli intervenuti spiccano figure come Fabio Viola, riconosciuto nel campo del videogame design applicato ai beni culturali, e il giornalista Matteo Lupetti di Artribune, insieme a travel creator e specialisti dell’innovazione culturale. In cartellone ci sono gli spettacoli Petre e Furore, prodotti da Cracalia Ets, che indagano memoria e tradizione popolare mediante teatro, musica e live electronics. Il confronto tra discipline diverse serve a delineare strategie concrete per la sostenibilità culturale del borgo.
Tecnologie, percorso interattivo e permanenza
La mostra è concepita come un sistema duraturo: le installazioni immersive e i contenuti digitali restano accessibili anche oltre l’evento, trasformando Sternatìa in una meta culturale stabile. L’esposizione combina elementi fisici e digitali, con stazioni di videomapping e punti in cui i visitatori possono sperimentare il gaming urbano e le esperienze in realtà aumentata. Questa integrazione consente di creare narrazioni distribuite che valorizzano i luoghi simbolo del paese e amplificano la fruizione turistica con linguaggi contemporanei.
L’app e il gioco immersivo Lampa
Al centro del progetto digitale c’è un’applicazione interattiva e un gioco chiamato Lampa che guida i visitatori attraverso storie, personaggi, quiz e missioni. L’esperienza ludica è pensata per facilitare l’esplorazione del borgo e per stimolare una partecipazione attiva: il dispositivo non è solo una mappa, ma un mezzo per scoprire contenuti narrativi e partecipare ad attività condivise. L’uso del gioco come strumento culturale facilita l’apprendimento e mette in relazione comunità e visitatori.
Rigenerazione, finanziamenti e servizi per la comunità
Il progetto è stato ideato da un team multidisciplinare e ha la direzione artistica di Massimiliano Siccardi e Raffaela Zizzari. Rientra nell’ambito del Pnrr Investimento 2.1 ‘Attrattività dei borghi’, con l’obiettivo di promuovere la rinascita socioeconomica dei centri storici. Tra le infrastrutture previste lo spazio Farma Lab offrirà postazioni di co-working fruibili dalla collettività, favorendo incubazione di progetti e sviluppo di competenze locali.
Nel suo complesso, Lampa intende porre Sternatìa all’incrocio tra conservazione e innovazione: sperimenta modelli di partecipazione culturale, crea percorsi turistici esperienziali e lascia al borgo strumenti digitali e spazi attrezzati per coltivare nuove forme di economia locale. L’iniziativa punta a essere un esempio replicabile per altre realtà che vogliano coniugare patrimonio, tecnologia e comunità in un processo di rigenerazione sostenibile.



