In un’operazione che ha visto l’impiego di diverse unità specializzate, i Carabinieri hanno arrestato due pericolosi latitanti del clan Capriati. Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo sono stati trovati in un casolare nelle campagne di Bisceglie dove si erano nascosti per sfuggire alla giustizia.
L’operazione, condotta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia è il risultato di un’attività investigativa avviata lo scorso maggio. I due latitanti erano ricercati da circa tre anni e dovevano scontare pesanti condanne per gravi reati.
Le indagini e la cattura
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani hanno portato alla localizzazione del casolare utilizzato come nascondiglio. L’irruzione è avvenuta nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, intorno alle ore 03:00, in un villino situato in zona Sant’Andrea, a poco più di un chilometro dal centro urbano di Bisceglie.
Gli uomini dell’Arma, sotto il coordinamento del maggiore Christian Proietti, hanno circondato la zona e fatto irruzione all’interno del villino, sorprendendo i due latitanti. Durante la perquisizione, sono state recuperate armidroga due auto e una moto. L’immobile e l’area circostante sono stati posti sotto sequestro.
Le condanne dei latitanti
Paolo De Gennaro, originario di Molfetta ma residente a Bisceglie, deve scontare 30 anni di reclusione per l’omicidio di Girolamo Valente, avvenuto nel 2017. Il delitto, aggravato dal metodo mafioso, è maturato nell’ambito della guerra tra gruppi criminali per il controllo del traffico di droga.
Vito Di Cataldo, originario di Bitonto, è destinatario di due ordini di carcerazione. Il primo riguarda il processo antimafia Pandora con una condanna di 11 anni, 8 mesi e 27 giorni per associazione mafiosa. Il secondo ordine di carcerazione prevede 6 anni, 11 mesi e 12 giorni per estorsioni aggravate, reati in materia di armi e altri delitti aggravati dal metodo mafioso. Complessivamente, Di Cataldo dovrà espiare 18 anni, 8 mesi e 9 giorni di reclusione.
Il contributo delle unità specializzate
Il colonnello Massimiliano Galasso, comandante provinciale dei Carabinieri di Barletta Andria Trani, ha sottolineato il lavoro svolto dai militari impegnati nelle ricerche. “Questa operazione è, prima di tutto, un risultato dell’Arma sul terreno”, ha dichiarato Galasso. “Un’attività di ricerca pura, condotta con pazienza, disciplina e continuità dai Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani.”
Il colonnello ha anche evidenziato il contributo determinante dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia reparto specializzato nella ricerca di latitanti e nelle operazioni in aree difficilmente accessibili. “Determinante è stato il contributo dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, uomini addestrati a cercare dove altri difficilmente arrivano, capaci di muoversi nel territorio con silenzio, Resistenza e straordinaria capacità operativa”, ha spiegato Galasso.
La collaborazione tra i diversi reparti ha avuto un peso decisivo nell’esito dell’operazione. “La loro presenza, integrata con quella del nostro Nucleo Investigativo, ha rappresentato un moltiplicatore di efficacia”, ha aggiunto il comandante provinciale.
La cattura di Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo dimostra la capacità dello Stato di proseguire senza interruzioni l’attività necessaria a rintracciare chi tenta di sottrarsi all’esecuzione delle condanne. “La latitanza non è libertà, è soltanto tempo sottratto alla giustizia. E quel tempo, per noi, diventa tempo di ricerca”, ha affermato il colonnello Galasso.



