Il 25, nella Prefettura di Bari, è stato firmato un importante protocollo di legalità. L’iniziativa, promossa dall’allora prefetto Francesco Russo e dal sindaco Vito Leccese, rappresenta una risposta concreta a una realtà già documentata negli atti giudiziari: l’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale della città.
La zona grigia dell’economia come l’ha definita l’ex presidente della Corte d’Appello Franco Cassano, non è un’astrazione a Bari. È una realtà fatta di sequestri milionari, società-paravento e attività turistico-ricettive dove l’irregolarità è la norma. Il protocollo di legalità, intitolato “Rafforzamento delle misure di prevenzione a tutela dell’economia legale” nasce proprio per contrastare questa situazione.
Le infiltrazioni mafiose nell’economia barese
Le relazioni della Direzione Investigativa Antimafia hanno più volte evidenziato come i clan baresi siano radicati nel territorio. Non solo attraverso attività illecite tradizionali, ma anche infiltrandosi in settori economici legali. Tra i casi più significativi, ci sono i 60 milioni sequestrati nel giro delle slot machine e gli immobili nel centro storico riconducibili ai clan.
Un altro settore particolarmente colpito è quello turistico-ricettivo. Secondo le indagini, l’85% degli operatori controllati risulta irregolare. Questo dimostra come la criminalità organizzata sia riuscita a penetrare in modo significativo nel tessuto economico della città.
Il protocollo di legalità: strumenti e obiettivi
Il protocollo firmato in Prefettura rappresenta un passo concreto per contrastare queste infiltrazioni. Tra gli strumenti previsti, ci sono misure di prevenzione e controllo più stringenti, nonché una maggiore collaborazione tra le istituzioni e le forze dell’ordine.
L’obiettivo principale è quello di tutelare l’economia legale e garantire che le attività economiche siano condotte nel rispetto delle leggi. Questo non solo per contrastare la criminalità organizzata, ma anche per promuovere uno sviluppo economico sano e sostenibile per la città di Bari.
La firma del protocollo è solo l’inizio di un percorso che richiederà impegno e collaborazione da parte di tutte le istituzioni coinvolte. Tuttavia, rappresenta un segnale importante di come le autorità siano determinate a combattere l’infiltrazione mafiosa nell’economia barese.



