Il Mediterraneo continua a essere un cimitero a cielo aperto. Ancora una volta, le sue acque hanno visto spezzarsi vite umane in cerca di una speranza. Questa volta, la tragedia ha coinvolto un gruppo di migranti che cercavano di raggiungere le coste europee.
La Life Support nave di ricerca e soccorso di Emergency ha tratto in salvo 50 persone nelle acque internazionali della zona Sar libica. Tra loro, però, sette non ce l’hanno fatta. Due dei sopravvissuti sono in condizioni critiche a causa di soffocamento.
Le operazioni di soccorso e i dettagli della tragedia
L’intervento è avvenuto all’alba. La nave di Emergency ha identificato due imbarcazioni: una barca di legno sovraffollata e una motovedetta libica. Durante il soccorso, il team di Emergency ha scoperto la gravità della situazione.
“A metà soccorso il nostro team si è accorto della presenza di nove persone sdraiate sul ponte”, ha raccontato Jonathan Nanì La Terra capomissione della Life Support. Queste persone erano state trasportate dagli altri naufraghi dopo essere state recuperate dalla stiva, dove avevano trascorso l’intero viaggio. Per sette di loro non c’è stato nulla da fare.
Le condizioni dei sopravvissuti
I sopravvissuti, originari della Somalia e dell’Egitto hanno riferito di essere partiti all’alba del 16 agosto da Zuwara sulla costa occidentale della Libia. Tra i 50 soccorsi, ci sono 5 donne e 29 minori non accompagnati.
Le condizioni dei migranti, già provati da un viaggio drammatico, hanno spinto Emergency a chiedere alle autorità competenti l’assegnazione di un porto di sbarco vicino per evitare ulteriori sofferenze. Le autorità italiane hanno indicato Bari come porto di sbarco per la Life Support.
Il contesto delle migrazioni nel Mediterraneo
Questa tragedia si inserisce in un contesto più ampio di migrazioni pericolose nel Mediterraneo. Negli ultimi giorni, sono stati effettuati numerosi soccorsi da parte di organizzazioni non governative e forze dell’ordine.
Solo a Lampedusa sono sbarcate 109 persone tra cui 38 tratte in salvo dalla nave Aurora Sar 2 di Sea Watch e 13 dal veliero Nadir di Resqship. Inoltre, la nave Humanity 1 è in arrivo a Ravenna con 73 recuperati tra Malta e Lampedusa.
Questi soccorsi arrivano in un momento di tensioni politiche tra Roma e Berlino riguardo ai cosiddetti dublinanti ovvero i richiedenti asilo in uno Stato diverso da quello di primo approdo. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi ha sottolineato l’importanza di considerare anche le persone che salgono a bordo di navi di ong che battono bandiera straniera.



