Il TruFest 2026 è al centro di una polemica che va ben oltre la semplice organizzazione di un evento. Gianni Naglieri, consigliere comunale di Sinistra Italiana a Bisceglie, ha sollevato una questione che tocca le fondamenta della pianificazione politica della città. La rinuncia di Confcommercio Bisceglie al contributo comunale per il festival non è un episodio isolato, ma il sintomo di un malessere più profondo.
La decisione di Confcommercio, sebbene presentata con tono misurato, nasconde una verità inconfutabile: l’Amministrazione ha gestito il TruFest con una logica di emergenza senza una pianificazione di medio-lungo periodo. Questo approccio ha portato a tempi strettissimi e a un coinvolgimento puramente formale delle forze produttive, confondendo l’azione di governo con l’estemporaneità e la ricerca del consenso immediato.
La mancanza di un progetto reale
Secondo Naglieri, il problema sollevato dal caso TruFest è solo la punta dell’iceberg di una crisi più ampia che sta desertificando il tessuto economico locale. La perenne mancanza di pianificazione politica ha un costo altissimo, e a pagarlo sono gli operatori economici di Bisceglie. “Non occorrono interventi spot o contributi a pioggia calati dall’alto nei mesi estivi”, afferma il consigliere. “Occorre invece avviare immediatamente una seria e strutturata attività sanatoria dei problemi storici che stanno alimentando i malesseri dei commercianti.”
La crisi è acuita dalla carenza di servizi, dalla gestione disorganica degli spazi pubblici e dall’assenza di un piano strategico del commercio e del turismo. Senza una visione chiara, le attività locali non possono programmare investimenti e sopravvivere tutto l’anno. “La programmazione non è un optional, è il dovere primario di chi governa una città”, conclude Naglieri.
L’appello per un tavolo di crisi permanente
Nel condividere l’auspicio che il TruFest non venga penalizzato e che l’Amministrazione sostenga direttamente chi vi sta lavorando concretamente, Naglieri lancia un appello fermo: la crescita di Bisceglie richiede tavoli di concertazione permanenti visioni pluriennali e rispetto per i partner sociali. “Chiediamo l’apertura immediata di un tavolo di crisi sul commercio per sanare le ferite prodotte da anni di non-pianificazione”, afferma il consigliere.
La situazione attuale richiede un cambiamento radicale. Non basta gestire le emergenze, è necessario costruire un futuro solido e sostenibile per Bisceglie. La rinuncia di Confcommercio al contributo comunale è un segnale chiaro che qualcosa non funziona, e solo una pianificazione seria e strutturata può risolvere il problema.



