Il porto di Bari ha accolto la nave Life Support di Emergency arrivata con a bordo 48 migranti salvati in acque internazionali. Tra i passeggeri, 29 minori non accompagnati e sette vittime, decedute durante la traversata. L’imbarcazione era partita da Zuwara, in Libia, il 16 agosto, con a bordo persone provenienti principalmente dalla Somalia e dall’Egitto.
L’arrivo della nave è stato accolto dai soccorritori del 118 e della Protezione Civile, insieme al sindaco di Bari, Vito Leccese, e all’assessore comunale al Welfare, Michelangelo Cavone. I migranti sono stati sottoposti a un triage sanitario, con alcuni che presentano ferite da traumi e ustioni causate dall’acqua salata e dal carburante.
L’accoglienza dei minori e la gestione delle salme
I minori, dieci in totale, sono stati affidati agli assistenti sociali e sottoposti a consueti accertamenti clinici. Il sindaco Leccese ha dichiarato che il Comune di Bari si occuperà di accompagnarli verso le comunità che li accoglieranno. Le sette salme, conservate nelle celle frigorifere, saranno trasportate all’Istituto di Medicina Legale per accertamenti e riconoscimento.
Le vittime, probabilmente decedute a causa del monossido di carbonio, viaggiavano nella stiva dell’imbarcazione. Le operazioni di sbarco si sono concluse con i migranti trasferiti nella sala Consegna Bagagli del Terminal Crociere, dove sono in corso le procedure di riconoscimento. Alcuni sospetti casi di scabbia sono stati segnalati tra i naufraghi.
Le indagini e le operazioni di soccorso parallele
La Procura di Bari ha aperto un’indagine con l’ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le autopsie sulle sette vittime saranno disposte nelle prossime ore per stabilire le cause esatte dei decessi. Parallelamente, la nave Asso Venticinque ha soccorso 57 migranti a circa 70 miglia dalle Pelagie, provenienti da vari paesi africani.
Le operazioni di soccorso e accoglienza continuano a Bari, con la nave Life Support che rimarrà attraccata fino al 25 agosto prima di riprendere il largo. La città pugliese dimostra ancora una volta la sua capacità di gestire emergenze umanitarie con efficienza e sensibilità.



