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Palazzo Pesce e il processo per atti persecutori: due facce della stessa città

Tra concerti jazz e processi per atti persecutori, Mola di Bari si conferma una città ricca di storie da raccontare

Palazzo Pesce e il processo per atti persecutori: due facce della stessa città

Mola di Bari, piccola cittadina pugliese, è al centro dell’attenzione per due motivi diametralmente opposti: da un lato, una ricca programmazione musicale che anima le serate estive; dall’altro, una vicenda giudiziaria che ha scosso la comunità locale.

La corte all’aperto di Palazzo Pesce si trasforma in un vero e proprio palcoscenico per appassionati di musica, mentre le aule del Tribunale di Bari ospitano un processo che ha come protagonista un uomo accusato di atti persecutori ai danni dell’ex compagna.

Una rassegna musicale senza confini

La rassegna musicale, organizzata in collaborazione con il Duke Jazz Club propone una serie di appuntamenti che spaziano dal jazz alla chanson francese, passando per il tango e le colonne sonore cinematografiche. Il programma si apre venerdì 21 agosto con “Elegant Sounds”, un concerto che unisce jazz standards e pop songs, interpretati da Stefania Arcieri, Pino Mazzarano e Mike Rubini.

Sabato 22 agosto è la volta di “Memories Songs”, un omaggio alle colonne sonore più celebri, con Luciana Negroponte e il Quartetto d’archi Verné. La rassegna prosegue con “Carancanfunfa. Tango progressive” venerdì 28 agosto, un progetto innovativo che rilegge il tango in chiave jazz, e “Unforgettable songs for jazz singers” sabato 29 agosto, con Gianna Montecalvo, Eugenio Macchia e Giampaolo Laurentaci.

Il calendario si chiude con “Un beau souvenir” venerdì 4 settembre, dedicato alla chanson francese, e “Hard Bop Stories” sabato 5 settembre, un viaggio nelle sonorità bebop e hard bop.

Una vicenda giudiziaria che fa discutere

Mentre la musica riempie le serate di Mola di Bari, un’altra storia sta tenendo banco: quella di un 53enne rinviato a giudizio per atti persecutori ai danni dell’ex compagna. La relazione tra i due era iniziata nel 2026 e si era conclusa il 31 gennaio 2026, ma le presunte condotte persecutorie sarebbero avvenute tra la fine di gennaio e il 12 febbraio dello stesso anno.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe effettuato 366 telefonate in una settimana, con picchi di 124 chiamate in un solo giorno. Inoltre, si sarebbe appostato nei pressi dell’abitazione della donna, suonando ripetutamente al citofono e tentando di entrare nell’edificio.

Le condotte avrebbero provocato nell’ex compagna un perdurante stato di ansia e paura, inducendola a modificare le proprie abitudini. La donna non sarebbe più riuscita a camminare da sola e avrebbe chiesto a un’amica di accompagnarla, rivolgendosi anche a uno psicologo.

Il giudice Anna De Simone ha disposto il rinvio a giudizio dell’imputato davanti alla Seconda sezione penale del Tribunale di Bari. La persona offesa e l’associazione Gens Nova Odv si sono costituite parti civili.

Due facce della stessa medaglia

Mola di Bari si conferma così una città ricca di contraddizioni, dove la bellezza della musica convive con le ombre della cronaca. La corte all’aperto di Palazzo Pesce, con la sua programmazione variegata, rappresenta un punto di riferimento per gli amanti della musica, mentre la vicenda giudiziaria ricorda l’importanza di combattere ogni forma di violenza e persecuzione.

In un periodo in cui la cultura e la legalità sono valori fondamentali, Mola di Bari offre uno spaccato di realtà che merita di essere raccontato, tra note musicali e vicende che toccano da vicino la vita delle persone.

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