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Progetto eolico tra Ruvo, Bitonto e Terlizzi: le criticità irrisolte

Il Comitato Ambiente è Vita di Bitonto solleva preoccupazioni sul progetto del parco eolico Ruvo, invitando i Comuni a intervenire per proteggere aree agricole e storiche.

Progetto eolico tra Ruvo, Bitonto e Terlizzi: le criticità irrisolte

Il dibattito sul parco eolico Ruvo si infiamma nuovamente mentre si avvicina la scadenza della consultazione pubblica. Il Comitato Ambiente è Vita di Bitonto ha presentato osservazioni critiche riguardo al progetto da 105,4 MW che interessa i territori di Ruvo di Puglia, Bitonto e Terlizzi.

Il Comitato, pur sostenendo la transizione ecologica, ritiene che il progetto attuale comprometta un territorio di pregio agricolo e culturale con una resa energetica considerata subottimale.

L’iter burocratico e le criticità del progetto

Per comprendere la situazione, è utile ripercorrere le tappe principali del progetto:

  • 30 giugno 2026 La società R-Wind S.r.l. presenta l’istanza di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per un impianto da 105,4 MW con 17 aerogeneratori alti fino a 200 metri.
  • 13 agosto 2026 Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) avvia la consultazione pubblica.
  • Settembre-ottobre 2026 I Comuni coinvolti, Arpa Puglia e la Regione Puglia esprimono pareri negativi o condizionati. Il Ministero della Cultura richiede integrazioni sul posizionamento delle pale.
  • Luglio 2026 R-Wind deposita una documentazione integrativa per superare i pareri contrari.
  • 10 agosto 2026 Il MASE avvia una nuova consultazione pubblica di 15 giorni.

Tuttavia, l’analisi degli elaborati aggiornati rivela che il layout del parco eolico è rimasto identico a quello iniziale. Le 17 turbine, i 38 km di cavidotto interrato e la sottostazione elettrica (SET) sono ancora posizionati nei punti critici precedentemente contestati.

Le interferenze con il territorio

Le principali criticità includono:

  • La turbina RP01 insiste su terreni certificati IGP “Olio di Puglia”.
  • Quattro turbine (RP06, RP09, RP13, RP15) ricadono su vigneti e oliveti biologici.
  • Le turbine RP15 e RP17 violano i vincoli del PRG di Ruvo sui beni storici tutelati.
  • Le turbine RP05 e RP04 sorgono rispettivamente a 96 e 223 metri da unità abitative, entro la gittata teorica di rottura delle pale.
  • Quindici turbine su diciassette violano la fascia di rispetto di 5.000 metri dell’Important Bird Area (IBA) 135 “Murge”.

L’appello ai Comuni per modifiche urgenti

Di fronte all’immobilità del proponente, il Comitato ha inviato una nota formale ai Sindaci e agli uffici tecnici dei Comuni di Ruvo di Puglia, Terlizzi e Bitonto. Le richieste principali includono:

  • Delocalizzazione della sottostazione elettrica (SET) fuori dall’area a Pericolosità Idraulica PAI.
  • Spostamento delle pale interferenti con terreni biologici, IGP e aree di rispetto storico.
  • Spostamento delle turbine RP04 e RP05 per tutelare l’incolumità dei residenti.

Il Comitato ha espresso gratitudine all’amministrazione comunale di Ruvo di Puglia per la trasparenza e la tempestività nell’informare la cittadinanza, permettendo l’invio delle osservazioni entro la scadenza del 25 agosto.

La difesa del territorio continua online

La battaglia per la salvaguardia del territorio non si ferma alle osservazioni cartacee. Il Comitato invita tutti i cittadini a seguire l’attività online visitando il portale ufficiale un punto di riferimento per l’ecologia del territorio.

Dal sito è possibile accedere ai canali digitali e social ufficiali, partecipare attivamente alle iniziative e rimanere aggiornati sull’evoluzione di questa e altre vertenze ambientali locali. Perché tutelare la nostra terra significa tutelare la nostra stessa vita.

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