Il Bari Calcio è al centro di una battaglia legale che potrebbe decidere il suo futuro. La famiglia De Laurentiis, proprietaria del club, ha presentato una memoria difensiva in vista dell’udienza del 10 settembre 2026, nella quale si discuterà la richiesta di liquidazione giudiziale avanzata dalla Procura della Repubblica di Bari.
La società ha contestato l’accusa di insolvenza, documentando gli interventi che hanno migliorato la situazione patrimoniale e finanziaria. La Procura aveva chiesto il fallimento del club dopo la retrocessione in Serie C, con indagini aperte per false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta contro Luigi e Aurelio De Laurentiis.
Il piano di risanamento dei De Laurentiis
La famiglia De Laurentiis ha presentato un piano di risanamento che include la copertura integrale delle perdite pregresse. Grazie a apporti e rinunce del socio unico, superiori a 23 milioni di euro nella sola stagione 2025/2026, il patrimonio netto della società è tornato positivo per quasi un milione di euro. Inoltre, Filmauro S.r.l. ha assunto l’impegno di assicurare il fabbisogno finanziario per la stagione sportiva 2026/2027.
Il bilancio del Bari è stato riportato in attivo grazie a una parziale rinuncia ai crediti da parte della famiglia De Laurentiis. La deroga Covid, che aveva permesso di rinviare la copertura della perdita di oltre 7 milioni riportata nel 2021, è scaduta il 30 giugno. Per ripristinare il patrimonio, è stata sufficiente la rinuncia parziale a finanziamenti infruttiferi per 3,7 milioni di euro, implementando una riserva per 15,8 milioni.
Le accuse della Procura
La Procura della Repubblica di Bari ha avanzato accuse di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio contro Luigi e Aurelio De Laurentiis. Secondo gli inquirenti, il Bari avrebbe continuato ad esercitare l’attività di impresa nonostante i tanti debiti accumulati dal 2020 in poi, in assenza di un concreto piano di rientro.
Un punto critico dell’inchiesta riguarda l’operazione di cessione del portiere Elia Caprile. Passato dal Bari al Napoli nell’estate 2023 per 2,2 milioni, Caprile fu ceduto due anni dopo al Cagliari per 8 milioni. La plusvalenza derivante da questa operazione è stata ritenuta ‘totalmente sottratta’ al Bari, in quanto non era stato previsto un bonus per la valorizzazione del giocatore.
Le perquisizioni e le indagini
Lo scorso luglio, il nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni e sequestri negli uffici del Bari, del Napoli e della Filmauro a Roma. Sono stati coinvolti anche i direttori sportivi dell’epoca delle due squadre, Ciro Polito per il Bari e Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso per il Napoli.
La giustizia sportiva ha richiesto gli atti relativi al caso, e i tifosi hanno manifestato il loro malcontento durante una recente partita di Coppa Italia contro il Picerno.
Ora la palla passa ai giudici della sezione Fallimentare del Tribunale di Bari, che dovranno decidere se accogliere o meno l’istanza di liquidazione della Procura. La famiglia De Laurentiis spera che il piano di risanamento presentato possa convincere i giudici della solidità finanziaria del club.



