Il feretro di Lorena Isceri è arrivato alle 10 davanti alla chiesa Maria Regina a Squinzano, in provincia di Lecce. Una bara bianca, accolta nel silenzio più religioso, seguita dai familiari e dai parenti stretti. La madre Antonietta stringe tra le braccia l’orsacchiotto bianco di Lorena, regalatole quando era bambina, mentre il padre Franco si china tra le lacrime sulla bara della figlia, baciandola in un ultimo addio.
Le strade di Squinzano sono addobbate con drappi e fiocchi rossi, in un’atmosfera di dolore e commozione. La camera ardente, allestita nella chiesa Maria Regina, è chiusa ai giornalisti e alle persone in attesa per permettere ai familiari di raccogliersi in un momento privato di preghiera.
La carriera e la passione per la vita
Lorena Isceri, 45 anni, era una marketing manager in un’azienda farmaceutica specializzata in medicina veterinaria. Una carriera brillante, un sorriso sempre pronto e una profonda dedizione al lavoro nel settore della salute animale. Originaria di Squinzano, ma fiorentina d’adozione, Lorena veniva ricordata come una donna solare, felice, amante dei viaggi e della cura di sé. Frequentatrice assidua di una palestra a Novoli, amava condividere sui social i suoi momenti di vita, tra cene, vacanze al mare e viaggi.
L’aggressione, il rapimento e la telefonata al 112
La vita di Lorena è stata spezzata sul viadotto della A1 Panoramica, tra Croci di Calenzano e Barberino di Mugello. L’ex compagno Federico Vella, 36 anni, l’ha aggredita, rapita e uccisa prima di togliersi la vita a sua volta. Il rapimento sarebbe avvenuto nella zona di Rifredi: dopo essere stata picchiata e legata, Lorena è stata rinchiusa con la forza nel bagagliaio dell’auto dall’ex partner, che ha poi imboccato l’autostrada A1 in direzione Bologna.
La 45enne è riuscita a prendere il cellulare, contattando il numero unico di emergenza 112. Agli operatori della polizia ha chiesto aiuto dicendo di essere stata rapita e ha tentato di fornire i dettagli utili per la localizzazione. Gli agenti si sono mossi subito per rintracciare il segnale del telefono, ma all’arrivo delle pattuglie sul viadotto la tragedia era già compiuta: l’uomo aveva fermato l’auto, aveva lanciato la donna nel vuoto e poi si era gettato anche lui.
I messaggi social e l’ultimo addio
Sui profili social di Vella restano le tracce della loro relazione. Foto di cene, vacanze al mare, momenti insieme. Poi la frattura. Lo scorso 12 agosto l’uomo aveva pubblicato un video con un montaggio di immagini della coppia e la seguente didascalia: “Certi incastri sono così perfetti che, anche se li separi, la forma dell’altro ti rimane addosso per sempre. A te, che sei la donna che ho amato con tutto me stesso e ho perso per la mia stupidità. Sarò tuo anche se non posso più esserlo”.
Dopo settimane di silenzio, oggi pomeriggio è comparsa sul suo profilo un’ultima storia: una frase sovrascritta con un messaggio in stampatello che annunciava le sue intenzioni: “Addio a tutti”.



