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Giochi del Mediterraneo Taranto 2026: il ruolo cruciale dei 3000 volontari

I Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 hanno visto il contributo essenziale di 3000 volontari, tra cui Brigida Pappagallo, che hanno reso l'evento un successo.

Giochi del Mediterraneo Taranto 2026: il ruolo cruciale dei 3000 volontari

I Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 hanno rappresentato un momento di grande importanza non solo per la città di Taranto, ma per l’intera regione Puglia. Migliaia di giovani e adulti hanno partecipato all’evento, provenienti da diverse parti d’Italia. Tuttavia, dietro le quinte di questo grande spettacolo sportivo, c’era un esercito di 3000 volontari che hanno dedicato il loro tempo e le loro energie per garantire il successo dell’evento.

L’esperienza di Brigida Pappagallo: un viaggio iniziato per caso

Tra i volontari che hanno reso possibile i Giochi del Mediterraneo c’era Brigida Pappagallo, una giovane di Molfetta che ha deciso di partecipare dopo aver letto un’intervista su un volontario molfettese che aveva lavorato alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Nonostante non avesse esperienza in grandi eventi, Brigida ha deciso di candidarsi e, dopo un colloquio online e un periodo di formazione intensiva, è stata selezionata come una dei 3000 volontari.

La formazione è stata un processo lungo e impegnativo, che ha incluso corsi online e incontri in presenza a Taranto. Brigida ha descritto questa fase come un periodo di grande apprendimento, durante il quale ha acquisito competenze preziose per il suo ruolo.

Il ruolo cruciale all’aeroporto di Bari

Brigida ha lavorato come addetta Arrivals & Departures presso l’aeroporto internazionale Karol Woytila di Bari dove ha prestato supporto alla logistica delle procedure di arrivo e partenza di atleti, membri del comitato organizzativo e delegazioni. Il suo compito includeva accogliere gli atleti al desk nell’area arrivi del terminal, coordinare il loro trasferimento a Taranto grazie ai bus messi a disposizione dal comitato dei Giochi, e assicurarsi che la procedura di imbarco si svolgesse senza intoppi.

Questo ruolo richiedeva una grande responsabilità, poiché dietro ogni evento c’è un lavoro di gestione, pianificazione e organizzazione per garantire che tutto vada per il meglio. Brigida ha dovuto assicurarsi che il viaggio degli atleti fosse andato bene e che i bagagli e le attrezzature sportive fossero arrivati integre sia alla partenza che alla destinazione. I volontari presenti a Bari sono stati coordinati da una squadra di responsabili con grande esperienza, tra cui Marco, Rocco, Lorenzo, Stefano, Mattia e Agis.

Un banco di prova per le competenze linguistiche e di problem solving

Per Brigida, questa esperienza è stata un importante banco di prova per testare la conoscenza delle lingue straniere unite al problem solving. È stato bellissimo essere a stretto contatto con gli atleti, avere l’opportunità di parlarci, passarci del tempo insieme nell’attesa dei controlli bagagli, dell’arrivo del bus o della partenza del volo, assisterli nelle loro esigenze, dai problemi con i bagagli all’arrivo o al check-in, aiutarli col cambio valute e tax free, al lost & found.

Brigida ha descritto con entusiasmo come, dietro a grandi atleti e dirigenti, ci siano delle grandi persone molto disponibili e gentili, pronte a scattare una foto con la medaglia o a regalare una spilla. Questo ha reso l’esperienza ancora più speciale e indimenticabile.

Amicizie e ricordi che durano nel tempo

I Giochi del Mediterraneo non sono stati solo gare e medaglie, ma anche un’opportunità per creare amicizie e ricordi che durano nel tempo. Brigida ha parlato delle persone arrivate da luoghi e paesi diversi, con storie ed esperienze diverse, che per qualche giorno sono diventate parte della stessa squadra e dello stesso viaggio. Questi incontri, sorrisi e momenti resteranno anche a Giochi finiti.

La sua avventura è terminata assistendo come spettatrice all’emozionante cerimonia di chiusura il 3 settembre presso il rinnovato stadio Erasmo Iacovone di Taranto. Brigida torna a Molfetta con una maggiore sicurezza, con la stanchezza, con le emozioni, i volti, le storie e soprattutto la consapevolezza di aver fatto, nel suo piccolo, parte di qualcosa di più grande.

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