Il 11 settembre scorso una convention aziendale a Turi, frazione del Barese, ha radicalmente cambiato la percezione di molti professionisti. Più di trecento delegati, provenienti da varie regioni d’Italia e da paesi esteri, si sono riuniti per workshop, coffee break e una cena di gala. Dopo il ritorno a casa, una gran parte di loro ha iniziato a lamentare nausea, vomito, febbre alta e crampi addominali intensi, costringendo diversi a recarsi al pronto soccorso. L’incidente, ancora in fase di chiarimento, ha acceso i riflettori su possibili carenze igienico-sanitarie nella preparazione dei pasti serviti durante l’evento.
Il noto infettivologo Matteo Bassetti già al centro di una vivace discussione sull’abitudine barese di consumare polpo crudo ha commentato la vicenda sui propri canali social. Accompagnando il post con la canzone “Al mio Paese”, ha ricordato i sintomi osservati e ha sottolineato l’importanza di non trascurare le norme di sicurezza alimentare, rimandando, quasi con una punta di ironia, alla controversia scaturita mesi fa sul pesce crudo.
Dettagli della convention di Turi e i sintomi segnalati
Durante la giornata del 11 settembre, i partecipanti hanno seguito una scaletta intensa: sessioni plenarie al mattino, pausa caffè a base di snack, pranzo a buffet e una cena elegante nella sala conferenze dell’hotel. Solo al termine dell’evento, al ritorno nei propri alloggi o in viaggio verso le rispettive città, sono comparsi i primi segnali di disagio. Tra i sintomi più frequenti si contavano nauseavomito incontrollato, febbre elevata e dolori addominali di forte entità, tutti compatibili con una intossicazione alimentare.
Numero dei casi e condizioni cliniche
Il monitoraggio sanitario ha identificato sei soggetti sotto osservazione più approfondita: quattro sono stati ricoverati in terapia di degenza per via della gravità dei sintomi, mentre due hanno potuto tornare a casa dopo una breve osservazione. Tra i ricoverati vi è stato anche un caso classificato come possibile setticemia, spingendo le autorità a considerare il problema con la massima urgenza. Fino ad oggi, la causa esatta dell’evento rimane sconosciuta, ma gli esperti ipotizzano contaminazioni da Escherichia coliSalmonella o altri microrganismi.
Il monito di Matteo Bassetti sul consumo di pesce crudo
Bassetti non ha voluto distogliere l’attenzione dal delicato tema della sicurezza alimentare, richiamando nella sua nota la polemica dell’estate scorsa sul polpo crudo consumato direttamente dal mare. Aveva già avvertito che tale pratica espone a due pericoli principali: la possibile presenza di anisakis parassita tipico dei prodotti ittici crudi, e il rischio di contaminazione batterica, soprattutto da Escherichia coli o altri agenti patogeni. L’attuale episodio, pur non essendo ancora attribuito a questo consumo, ricorda quanto sia fondamentale rispettare le regole igieniche per evitare focolai di tossinfezioni.
Nel suo messaggio, il professore ha elencato le “buone pratiche” che dovrebbero guidare ogni operatore del settore: una corretta conservazione degli alimenti, il rigoroso rispetto della catena del freddo manipolazioni igieniche, cottura adeguata e lavaggio frequente delle mani del personale. Ha concluso con una frase d’effetto: “Speriamo davvero che nessuno degli intossicati abbia ingerito pesce o altri alimenti crudi e che tutti possano rientrare presto a casa”. Questa affermazione, pur leggera, sottolinea il serio rischio associato alle tradizioni culinarie non adeguatamente controllate.
Indagini in corso e ruolo delle autorità sanitarie
Il Dipartimento di Prevenzione della ASL Bari ha attivato un’indagine epidemiologica per ricostruire la catena degli eventi. I reparti del Servizio Igiene degli Alimenti di Origine Animale (SIAV B) e del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) affiancati da veterinari specializzati, stanno analizzando campioni di cibo, acqua e, dove possibile, campioni biologici dei pazienti. Le verifiche mirano a individuare eventuali violazioni nella conservazione nella manipolazione o nella cottura degli alimenti serviti durante la convention. Fino a quando i risultati non saranno pubblicati, resta cruciale monitorare lo stato di salute dei coinvolti e mettere in atto misure preventive per futuri eventi.



