Il progetto del Bus Rapid Transit (BRT) a Bari ha sollevato preoccupazioni tra i residenti di Largo 2 Giugno, temendo la perdita di alberi secolari. L’assessore alla Cura del territorio, Domenico Scaramuzzi ha prontamente sfatato le voci, indicando che non è previsto alcun abbattimento definitivo.
Secondo quanto comunicato, soltanto alcuni prunus dal colore scuro, presenti nel filare più esterno lungo viale della Repubblica, saranno temporaneamente rimossi. L’intervento seguirà le direttive tecniche dell’Ufficio Giardini e prevede il trasferimento in un vivaio protetto, dove gli alberi potranno superare la fase critica post-espianto.
Trasferimento temporaneo dei prunus di Largo 2 Giugno
Gli esemplari coinvolti saranno estratti con cura, avvolti e collocati in contenitori idroponici per garantirne la sopravvivenza durante il periodo di stoccaggio. La durata in vivaio è stimata fino a novembre momento in cui è programmato il loro reimpianto sullo stesso posto, così da preservare l’aspetto originario del parco.
Fase di acclimatazione in vivaio
Il periodo di permanenza fuori dal suolo consentirà alle radici di rigenerarsi, riducendo i rischi di stress idrico e termico. Il responsabile del vivaio ha sottolineato l’importanza di questa fase per evitare deboli ricrescite una volta che gli alberi torneranno al loro habitat urbano.
Piantumazione di nuovi esemplari lungo il perimetro
Parallelamente al trasferimento, il Comune ha annunciato un programma di ripopolamento che prevede l’inserimento di nuovi alberi lungo la fascia perimetrale di Largo 2 Giugno. L’iniziativa, inserita nel più ampio piano verde della città, mira a incrementare la numerosità complessiva di piante, creando una rete più densa di ombra e di rifugi climatici per i cittadini.
Le acacie già presenti nell’area resteranno intatte, considerandole componenti vitali del microclima locale. L’assessore ha definito le acacie un “rifugio climatico” indispensabile per chi frequenta il parco, sottolineando la volontà di proteggerle da ogni intervento.
Accessibilità del BRT: le critiche delle associazioni
Oltre al dibattito sul verde, le organizzazioni Aps PugliAccessibile – Barriere + Network e Ability Network Puglia hanno evidenziato lacune nel percorso di accesso alle nuove fermate. Il presidente Gianni Carrassi, parlando della catena di accessibilità ha illustrato come la mancanza di un singolo anello – ad esempio marciapiedi adeguati o attraversamenti sicuri – possa vanificare l’intero sistema.
Il caso di via Amendola è stato citato come esempio: nonostante la presenza di percorsi Loges e mappe tattili, ostacoli vegetali e marciapiedi ristretti rendono difficile l’avvicinamento per persone non vedenti o in carrozzina. Carrassi ha lamentato che il progetto del BRT è stato concepito senza un coinvolgimento preliminare delle associazioni, creando una situazione di verifica tardiva delle barriere.
In risposta, l’assessore Scaramuzzi e l’ingegnere Claudio Laricchia hanno avviato la creazione di un tavolo tecnico dedicato all’accessibilità. Il nuovo gruppo prevede sopralluoghi congiunti, collaudi sul campo e un dialogo continuo per garantire che ogni fermata rispetti gli standard di fruibilità per tutti, dalle persone anziane alle disabilità temporanee.
Il confronto è ancora in corso, ma l’obiettivo dichiarato è trasformare il metodo di progettazione urbana: le associazioni vogliono assicurarsi che la catena di accessibilità sia considerata fin dalle prime fasi, evitando così che futuri interventi subiscano le stesse criticità.



