Il tribunale di Ascoli Piceno ha emesso una sentenza severa nei confronti di due ragazzi, oggi di 18 e 19 anni, per il possesso e il traffico di circa 30 chili di sostanze stupefacenti. La decisione prevede una reclusione di tre anni e otto mesi e una multa di 10.000 euro a carico di ciascuno. Il provvedimento è il risultato di un’operazione condotta dalla Squadra mobile di Ascoli nell’ottobre 2025, che ha portato alla scoperta di un ingente quantitativo di droghe all’interno di un edificio di Porta Cappuccina.
L’arresto nella zona di Porta Cappuccina
Il giorno 8 ottobre 2025 gli agenti di polizia hanno individuato i due giovani mentre trascinavano una valigia di notevoli dimensioni all’interno del atrio interno dell’edificio. La valigia, evidentemente molto pesante, è rimasta abbandonata per circa dieci minuti, durante i quali i due soggetti hanno tentato di allontanarsi. Il più giovane, allora diciottenne, è stato visto uscire dal palazzo su un monopattino elettrico; dieci minuti dopo ha seguito il diciannovenne, sempre in fuga. L’intervento tempestivo degli agenti ha permesso di bloccare le loro uscite e di procedere con i controlli sul luogo.
Il sequestro delle sostanze e i dettagli delle droghe
Una volta giunti nella zona, i carabinieri hanno ispezionato la valigia e hanno trovato una quantità impressionante di droga: circa 28,5 kg di hashish57 grammi di marijuana e una parte di cocaina. L’analisi delle evidenze ha permesso di classificare la cocaina secondo il comma 5 dell’articolo 73 del DPR 309/90 una requalificazione più grave rispetto al precedente inquadramento. Le droghe erano nascoste in modo da sfuggire a un semplice controllo visivo, rendendo l’operazione di sequestro particolarmente delicata.
Requalificazione dell’accusa di cocaina
Il giudice ha ritenuto che la gravità della quantità di sostanze superasse le eventuali attenuanti generiche riconosciute ai giovani imputati. L’accusa, inizialmente, richiedeva una pena di 4 anni e 6 mesi per ciascuno, ma il giudice ha deciso di applicare la riduzione prevista dal rito abbreviato mantenendo comunque un periodo detentivo consistente per la natura del reato più grave relativo alla detenzione di hashish e marijuana.
Il processo, le attenuanti e la sentenza finale
Durante il procedimento, la difesa dei due ragazzi, curata dagli avvocati Massimo Comini e Alessio Giammarino ha richiesto la scarcerazione dopo diversi mesi di arresti domiciliari. Il giudice, pur riconoscendo le attenuanti generiche ha valutato che esse fossero equivalenti all’aggravante rappresentata dalla quantità di droga sequestrata, applicando La condanna è quindi scesa a 3 anni e 8 mesi di reclusione con la multa di 10.000 euro per ciascuno, confermando la decisione dell’accusa ma in forma più contenuta.
Il caso ha suscitato l’interesse della comunità locale, poiché evidenzia come la lotta contro il traffico di stupefacenti continui a coinvolgere anche giovani adulti. Le autorità hanno sottolineato l’importanza di controlli puntuali e di interventi rapidi per interrompere reti di distribuzione che operano in aree urbane. La sentenza, pur meno severa di quella richiesta dal pubblico ministero, rimane una chiara dimostrazione della determinazione della magistratura nel contrastare il traffico di droga su larga scala.



