29 Maggio 2026 ☀ 20°

Terza edizione di Mare inclusivo a Bari: open day SUP per pazienti oncologici e persone con disabilità

Il mare diventa palestra di inclusione a Bari: due open day a San Girolamo con SUP gratuiti per dieci pazienti oncologici e dieci ragazzi con disabilità, grazie a donazioni private e al supporto di Special Olympics e Comitato Paralimpico

Terza edizione di Mare inclusivo a Bari: open day SUP per pazienti oncologici e persone con disabilità

La terza edizione del progetto Mare Inclusivo è stata presentata questa mattina a Palazzo di Città, confermando la volontà di trasformare la costa in un luogo di partecipazione. L’iniziativa si propone di avvicinare persone con disabilità e pazienti oncologici agli sport di scivolamento acquatico attraverso corsi gratuiti di SUP, realizzati con il contributo di scuole locali e di partner associativi. Alla presentazione hanno preso parte rappresentanti dell’amministrazione comunale, del Comitato Paralimpico regionale, di Special Olympics e l’oncoematologo Attilio Guarini, che ha sottolineato il valore terapeutico dell’attività fisica.

Il progetto nasce dall’incontro tra competenze sportive e sensibilità sociale: promosso dall’istruttrice tecnica federale FISSW Angela Carbonara, specializzata in SUP e surf paralimpico, il programma poggia su donazioni private e sulla collaborazione con la scuola Surf Bari. L’obiettivo è offrire un percorso strutturato che coniughi apprendimento tecnico, sicurezza in acqua e benessere psicofisico, permettendo a persone vulnerabili di sperimentare il mare in modo autonomo e protetto.

Programma degli open day e modalità

Le attività si svolgeranno durante due open day previsti per sabato 30 e domenica 31 maggio sul waterfront di San Girolamo. Il primo appuntamento è riservato a dieci pazienti oncologici che, dopo la valutazione e la supervisione clinica del dottor Attilio Guarini, seguiranno un corso composto da cinque lezioni gratuite di SUP. Il giorno successivo è previsto lo stesso percorso per dieci ragazzi con disabilità, selezionati per partecipare alle lezioni. Al termine del percorso sarà organizzata una festa di chiusura con la consegna degli attestati di partecipazione.

Selezione e sicurezza in acqua

La selezione dei partecipanti tiene conto delle condizioni di salute e delle esigenze individuali, con protocolli condivisi tra gli operatori sportivi e il team medico. L’utilizzo di dispositivi di sicurezza adeguati, l’affiancamento di istruttori qualificati e la presenza di personale sanitario sono elementi ritenuti essenziali per garantire sia l’apprendimento delle tecniche di SUP sia la tutela della salute. L’intervento del dottor Guarini assicura che l’attività avvenga nel rispetto delle necessità cliniche dei pazienti.

Ruolo delle istituzioni e delle associazioni

All’incontro in Comune sono intervenuti rappresentanti politici e del terzo settore, tra cui l’assessore al Benessere sociale e i delegati alle Politiche per le persone con disabilità. Il sindaco Vito Leccese ha evidenziato il valore dello sport come strumento di inclusione e ha ricordato l’impegno dell’amministrazione nel sociale: la città destina una voce di bilancio pari a 220 milioni di euro per interventi sociali. Tuttavia, ha sottolineato, le risorse pubbliche non bastano sempre, e il ruolo del volontariato e delle donazioni private diventa decisivo per coprire bisogni emergenti.

Partner e prima partecipazione di Special Olympics

Quest’anno il progetto vede per la prima volta la partecipazione di Special Olympics tra i partner: la presidente regionale ha definito l’adesione un passo importante nella costruzione di una cultura dell’inclusione. Anche il presidente del Comitato Paralimpico regionale ha richiamato l’attenzione sull’importanza di servizi e assistenza che rendano effettivamente accessibile il mare, oltre alle sole infrastrutture, per permettere a tutti di vivere la costa con sicurezza e autonomia.

Sport come cura: prospettive mediche e ricerca

Dal punto di vista medico, l’oncoematologo Attilio Guarini ha ricordato come il progresso delle terapie abbia spostato l’attenzione non solo sulla sopravvivenza ma anche sulla qualità della vita. L’attività fisica adattata è vista sempre più come uno strumento complementare di cura: i risultati di progetti di ricerca promossi con il Ministero della Ricerca, incentrati sull’attività fisica nei pazienti con linfoma e pubblicati a livello internazionale, hanno mostrato miglioramenti significativi nella qualità della vita, nella riduzione degli effetti collaterali e, in alcuni casi, in parametri legati alla sopravvivenza.

Il messaggio finale degli organizzatori è di apertura e condivisione: Mare Inclusivo vuole essere un modello replicabile che dimostri come il connubio tra professionisti della salute, istruttori qualificati, associazioni e cittadini donatori possa creare opportunità concrete. Grazie all’impegno di volontari, scuole sportive e partner come Special Olympics e il Comitato Paralimpico, la costa di Bari diventa uno spazio di sperimentazione e partecipazione per chi cerca non solo sport, ma anche tutela della dignità e benessere personale.

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