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Revoca della gara al lungomare: il PD di Molfetta difende la decisione

Il PD di Molfetta giustifica la revoca della gara per la vasca di colmata, sottolineando la prudenza amministrativa e le scadenze di finanziamento.

Revoca della gara al lungomare: il PD di Molfetta difende la decisione

Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Molfetta capitanato da Giulio Calvani e affiancato da Guglielmo Grosso e Vito Farinola ha presentato una dettagliata difesa della decisione del Comune di revocare, in autotutela, tutti gli atti di gara relativi alla costruzione della vasca di colmata sul lungomare. La scelta, definita come un atto di grande responsabilità, è stata motivata dal rischio di un pesante onere finanziario per la città.

Scadenza del finanziamento regionale e vincoli normativi

Al centro della disputa c’è la data fissata al 31 dicembre 2026 termine entro il quale è obbligatorio utilizzare il contributo regionale di 6,5 milioni di euro destinato al progetto. Il finanziamento proviene dal Programma Operativo Complementare (POC) Puglia 2014-2020 il cui art. 242, comma 7, del decreto-legge n. 34/2020 stabilisce in maniera categorica la scadenza del programma a tale data. Qualsiasi ipotesi di proroga sarebbe contraria a una norma primaria dello Stato e,

Nota della Regione Puglia del 23 luglio

Una nota ufficiale della Regione Puglia datata 23 luglio, ribadisce che per poter fruire del finanziamento è necessario completare e rendicontare l’intervento entro il 31 dicembre 2026. La Regione ha confermato, su esplicita richiesta del Comune, che il rispetto di tale scadenza è inderogabile, eliminando così qualsiasi speranza di estendere il periodo di utilizzo del fondo.

Tempistiche operative incompatibili con il bando

La procedura di gara era ferma alla proposta di aggiudicazione formulata in aprile scorso. Anche se la gara fosse stata chiusa definitivamente, sarebbero rimasti da rispettare diversi adempimenti: la redazione del progetto esecutivo entro 45 giorni, le verifiche previste dal bando e, infine, l’esecuzione dei lavori, cui era previsto un termine di 515 giorni (circa un anno e mezzo). Queste tempistiche avrebbero inevitabilmente superato la scadenza del 31 dicembre 2026, rendendo impossibile il rispetto del vincolo di finanziamento.

Rischio di perdita del contributo e onere per il bilancio comunale

Continuare la procedura nella situazione descritta avrebbe esposto il Comune di Molfetta alla perdita certa del finanziamento regionale e avrebbe obbligato l’amministrazione a sostenere con risorse proprie la differenza rispetto al costo complessivo di 12,3 milioni di euro. Il risultato sarebbe stato un “disastro” per le casse comunali, con il progetto ormai privo di copertura finanziaria.

Alternative tecniche e impegni politici

Il Sindaco Manuel Minervini ha ribadito che il dragaggio del porto rimane una priorità per la sicurezza della navigazione e per lo sviluppo del nuovo porto commerciale. Già individuate sono almeno due soluzioni alternative per lo smaltimento dei sedimenti, tutte localizzate all’interno del bacino portuale, meno impattanti e meno costose rispetto alla vasca di colmata precedentemente proposta.

Promessa elettorale mantenuta

Secondo i consiglieri, la revoca della gara è stata una delle promesse della coalizione a sostegno del sindaco, impegnata fin dalla campagna elettorale a non avviare progetti non sostenibili. Il messaggio è chiaro: la decisione rispetta il mandato popolare e apre la strada a un nuovo progetto di dragaggio e a un programma di riqualificazione del Lungomare Colonna percepito come cruciale per la rinascita della città.

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