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Santa Barbara di Lagioia: il mistero di Capurso e la storia italiana

Un romanzo che fa vibrare il cuore oscuro di Capurso tra storia, famiglia e mito.

Santa Barbara di Lagioia: il mistero di Capurso e la storia italiana

Il nuovo volume di Nicola Lagioia pubblicato da Einaudi, si chiama Santa Barbara e si propone come una cronaca familiare che attraversa più di cinquant’anni di storia italiana. L’autore, premiato con il Premio Strega per La ferocia si sposta dal panorama metropolitano al microcosmo di Capurso un paesino ai margini di Bari dove è nato. La narrazione è un mosaico di eventi, testimonianze e riti, legati al culto della santa patrona, che funge da filo conduttore per decifrare il mutamento del Sud dalla fine della Seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri.

Capurso diventa così il prisma attraverso cui Lagioia osserva l’intera evoluzione della storia italiana. Il romanzo non si limita a descrivere gli avvenimenti politici o economici, ma li intreccia con le vicende intime di tre famiglie, ponendo al centro la tensione tra vivi e morti che permea la memoria collettiva. Tra foto d’epoca, riferimenti a immagini iconiche come quella di Che Guevara, e dettagli antropologici, l’autore costruisce un racconto che oscilla tra cronaca reale e sperimentazione letteraria.

Il quadro storico di Capurso dal dopoguerra alla fine del secolo

Il periodo immediatamente successivo al conflitto mondiale porta a Capurso un brusco cambiamento: la presenza della Cassa per il Mezzogiorno e la costruzione dell’Autostrada del Sole spingono il paese verso una modernità forzata, ma anche verso una profonda frattura sociale. Il boom economico trasforma gli uliveti in cantieri, le case di pietra in blocchi betonati, mentre la popolazione scappa verso le grandi città o l’estero in cerca di lavoro. La narrazione di Lagioia mette in evidenza come questi processi siano avvolti da un senso di meraviglia e inquietudine evidenziando la dualità di un “miracolo” che resta ambiguo.

La crescita economica e i mutamenti sociali

Le politiche di sviluppo del governo italiano hanno un impatto diretto sulle famiglie di Capurso: nella trama compaiono riferimenti a progetti di bonifica, al reclutamento di giovani per l’industria del Sud e alla diffusione di nuove abitudini di consumo. Tuttavia, il romanzo sottolinea il prezzo sociale di questi cambiamenti: la perdita di tradizioni contadine, la dissoluzione dei legami comunitari e l’avvento di una mentalità più individualista. Lagioia utilizza questi dati storici come sfondo realistico per mostrare come l’ambizione economica si scontri con la cultura pugliese radicata nei riti e nei valori familiari.

Le famiglie al centro del dramma narrativo

Tre personaggi chiave guidano la narrazione: Nunzia Battista la moglie di Nicola Epifania e il loro figlio Domenico Epifania. Nunzia incarna l’aspirazione di risalire dalla povertà usando un collier di diamanti “conquistato” nei giorni finali del fascismo, simbolo di ambizione e di un desiderio di legittimazione sociale. Nicola, al contrario, si presenta come l’uomo sconfitto, incapace di sfuggire al flusso oppressivo della vita quotidiana, al punto da tentare una fuga in Venezuela che si rivela vana.

Nunzia Battista e la ricerca di riscatto

Il personaggio di Nunzia è costruito intorno a una ossessione di rivalsa. Il suo percorso è segnalato da episodi di lavoro nei campi, da legami con le

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