Il 60 under 30 ha avuto luogo lo scorso 9 ottobre presso l’Università Link di Roma grazie all’iniziativa dell’associazione La Giovane Roma fondata da Federico Lobuono. L’evento ha riunito circa sessanta giovani talenti, selezionati per i loro progetti innovativi nei settori della cultura, della tecnologia, dell’imprenditoria sociale e della ricerca scientifica. L’obiettivo dichiarato era quello di mettere in luce le eccellenze emergenti, favorire il networking e creare un ponte diretto tra la nuova generazione e le istituzioni nazionali. Durante la giornata, i partecipanti hanno presentato le proprie idee, discusso le sfide del mercato del lavoro e ricevuto feedback da esperti e rappresentanti politici, in un clima di entusiasmo e curiosità.
Nel contesto di questa serata, il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha salito sul podio, suscitando grande interesse tra i presenti. Tajani, che ha ricoperto importanti incarichi istituzionali a livello europeo e nazionale, ha colto l’occasione per ribadire il suo impegno a favore della partecipazione giovanile alla vita pubblica. Il suo intervento si è concentrato sull’importanza di superare un approccio paternalistico nei confronti dei giovani, promuovendo invece una collaborazione basata sulla fiducia reciproca e sulla condivisione di esperienze concrete. Il discorso ha così posto le basi per una riflessione più ampia su come la politica possa diventare un facilitatore delle ambizioni dei giovani, anziché un ostacolo.
Il discorso di Antonio Tajani al 60 under 30
Durante l’intervento, Tajani ha dichiarato con convinzione: «Bisogna ascoltare e costruire con i giovani, che sono cittadini come tutti gli altri. Fidarsi di loro non significa adottare un approccio paternalistico, ma piuttosto accompagnarli, offrire consigli e condividere la propria esperienza». Questa frase ha delineato la sua visione di una partnership attiva, in cui i giovani non sono soltanto destinatari di politiche, ma co-creatori di soluzioni. Il politico ha evidenziato come l’ascolto attivo debba tradursi in azioni concrete, come la promozione di programmi di mentorship e la creazione di spazi di dialogo permanenti tra istituzioni e realtà giovanili.
I diritti al centro del dibattito
Tajani ha poi ricordato ai presenti che, «alla vostra età avevo la convinzione di essere paladino dei diritti, che precedono l’organizzazione dello Stato». Ha elencato una serie di diritti fondamentali che, a suo avviso, devono essere salvaguardati per consentire ai giovani di costruire un futuro dignitoso: la libertà di scegliere dove e come lavorare, la possibilità di formare una famiglia senza restrizioni, e la tutela contro ogni forma di discriminazione – sessuale, razziale o politica – sia nelle scuole sia nei luoghi di lavoro. Secondo il vicepremier, l’educazione superiore dovrebbe insegnare a scegliere la propia strada e incoraggiare l’impegno nelle battaglie che rispecchiano i valori individuali, piuttosto che imporre un unico modello di pensiero.
Proposte per un coinvolgimento concreto dei giovani
Alla tavola rotonda successiva, Tajani ha presentato una serie di proposte volte a trasformare le parole in azioni tangibili. Tra le iniziative suggerite, la creazione di programmi di mentorship gestiti da politici, accademici ed esperti del settore, volti a trasferire competenze pratiche e a offrire orientamento professionale. Ha inoltre proposto incentivi fiscali per le start-up fondate da under 30, la destinazione di fondi pubblici a progetti sociali gestiti da giovani e la revisione delle normative scolastiche per garantire ambienti più inclusivi e privi di discriminazioni. L’obiettivo comune è rendere l’autonomia decisionale dei giovani una risorsa strategica per lo sviluppo economico e sociale del Paese.
Libertà di scelta e ruolo delle istituzioni
Il discorso si è concluso con una nota motivazionale: «Se ciascuno di noi crede in quello che fa, rimarrà giovane anche con i capelli grigi». Con queste parole, Tajani ha voluto sottolineare che la vitalità delle idee giovani può essere mantenuta viva anche in presenza di esperienza e responsabilità istituzionali. Ha invitato i presenti a non perdere di vista la vitalità delle idee giovanili ma a integrarle con la stabilità e le risorse delle istituzioni, creando così un ecosistema in cui innovazione e tradizione si alimentano a vicenda. Il messaggio è stato accolto con entusiasmo dai partecipanti, che hanno espresso la volontà di collaborare attivamente con le autorità per tradurre le proposte in progetti reali.



