Nel cuore della Puglia, la città di Bari si trova al centro di una crisi di talento digitale: su quasi ventimila richieste di personale, più di quattro aziende su dieci non riescono a coprire i posti vacanti. Il divario, pari al 46,9%, si traduce in 9.300 profili digitali introvabili una realtà che rende la città la quarta con il maggior numero di posizioni non coperte in Italia, dietro Milano, Roma e Napoli.
Bari registra 9.300 professionisti digitali introvabili
Il rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato evidenzia che le competenze più richieste includono intelligenza artificialecloud computingIndustrial Internet of Thingsbig data e blockchain. Queste tecnologie, pur rappresentando il futuro dell’industria, restano perlopiù inesplicabili per le imprese locali a causa dell’assenza di figure adeguatamente formate.
Confronto nazionale e posizionamento di Bari
In termini assoluti, Bari supera Torino e Bologna, ma rimane distante da Milano e Roma, che detengono il primato nella scarcità di talenti digitali. La classifica nazionale rende evidente che la problematica non è isolata, ma parte di un fenomeno più ampio che coinvolge l’intero territorio italiano.
Il panorama pugliese: quasi dieci mila figure mancanti
Estendendo l’analisi all’intera regione, la Puglia si posiziona al settimo posto in Italia per incidenza di profili irricercabili, con 21.120 professionisti mancanti su 46.320 richieste, pari al 45,6% del totale. Questo dato riflette una carenza strutturale di competenze, specialmente nei settori più innovativi.
Le piccole imprese più colpite
Secondo Unioncamere-Dintec, le aziende che hanno introdotto l’intelligenza artificiale sono raddoppiate in un solo anno, raggiungendo il 19,5% del totale nazionale. Tuttavia, sei imprese su dieci che intendono adottare la tecnologia rinunciano per la mancanza di personale qualificato. Giuseppe Francesco Italiano, prorettore della Luiss, lo riassume con chiarezza: “Il vero ostacolo ha un nome: competenze, non tecnologia”. Solo il 7% delle PMI ha avviato percorsi di formazione strutturati, un indicatore preoccupante di una strategia formativa ancora debole.
Dibattito pubblico su IA: Giornata del Mezzogiorno e il processo in Corte d’Appello
Il tema è stato al centro della Giornata del Mezzogiorno promossa dalla Camera di Commercio di Bari presso la Fiera del Levante. La presidente Luciana Di Bisceglie ha sottolineato che “Il Mezzogiorno non è la Silicon Valley”, invitando le imprese a non inseguire modelli irrealistici ma a valorizzare le proprie potenzialità. Parallelamente, Confesercenti Bari ha lanciato il progetto Imprendo Puglia un percorso formativo sull’IA rivolto a operatori del commercio, turismo e terziario, chiedendo un sostegno economico alla Camera di Commercio.
Il primo processo pubblico all’Intelligenza Artificiale
Il 9 ottobre è iniziato in Corte d’Appello di Bari il primo processo pubblico dedicato all’intelligenza artificiale concepito dal Club Imprese per la Cultura di Confindustria Bari e BAT. Il dibattimento, definito unico in Italia, prevede quattro udienze: 9, 16, 23 ottobre e 4 novembre. A presiedere il collegio c’è la presidente Maria Mitola, affiancata da Calia Di Pinto e Ornella Gozzo. L’accusa, guidata dal procuratore Roberto Rossi e dagli avvocati di Deloitte Legal Francesco Carparelli e Valeria Logrillo, ascolta testimonianze accademiche, imprenditoriali e civili, mentre la difesa è curata da Andrea Di Comite, Michele Laforgia, Domenica Lenato e Mauro Petrarulo. L’iniziativa è stata ideata da Gianni Sebastiano, con il supporto di Ettore Chiurazzi e Augusto Masiello.
Questo processo rappresenta un’opportunità per mettere a fuoco le questioni etiche, legali e operative legate all’uso dell’IA, offrendo al contempo una vetrina alle soluzioni che potrebbero colmare il divario di competenze evidenziato a Bari e in tutta la Puglia.



