Un intervento di controllo al porto di Bari ha interrotto un tentativo di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Durante i consueti controlli pre-imbarco, i finanzieri del II Gruppo hanno fermato un veicolo diretto verso la Grecia che trasportava un carico occulto particolarmente sofisticato.
L’azione è il risultato di una analisi del rischio preventiva che aveva già posto sotto osservazione i due occupanti del mezzo, cittadini di origine turca e francese. Comportamenti sospetti e l’atteggiamento della passeggera hanno spinto la pattuglia ad approfondire l’ispezione, nonostante condizioni meteorologiche avverse.
Indizi e ispezione: come è emerso il sospetto
L’avvicinamento del veicolo a velocità sostenuta e il tentativo della donna di distrarre i militari sono stati considerati elementi anomali che hanno giustificato l’ispezione. I controlli si sono svolti nell’area destinata alle verifiche pre-imbarco e hanno seguito le procedure standard aggiornate dalla Guardia di finanza.
Segni nel bagagliaio
All’esame del vano portabagagli i finanzieri hanno individuato una discrepanza strutturale evidente per chi, come loro, possiede esperienza nelle manomissioni dei mezzi. Dopo la rimozione del vano porta sci è stato avviato lo smontaggio, che ha portato alla scoperta di un compartimento nascosto su misura.
Il sistema di occultamento e la sostanza trovata
Nel doppiofondo sono stati rinvenuti 26 panetti sigillati contenenti sostanza risultata essere cocaina. Il peso complessivo è di circa 30 kg. Particolarmente significativo è il metodo di occultamento: un meccanismo meccanico-idraulico progettato ad hoc e dotato di attivazione da remoto, segnale di competenze tecniche elevate e di una logistica ben organizzata.
Purezza, dosi e valore
Dalle analisi eseguite è emerso un grado di purezza molto elevato. La perizia ha stimato che la sostanza avrebbe permesso di confezionare oltre 145.000 dosi, con un valore approssimativo sul mercato corrente di circa 9.000.000 di euro. Questi numeri sottolineano l’impatto economico e sociale del sequestro.
Procedimenti e ricadute investigative
Al termine delle operazioni è stata informata l’Autorità Giudiziaria di Bari e i due occupanti dell’auto sono stati arrestati con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, aggravato dall’ingente quantitativo, in concorso tra loro. Sono contestati i reati previsti dagli artt. 73, comma 1, e 80, comma 2, del D.P.R. n. 309/1990.
Il ritrovamento conferma l’efficacia delle metodologie innovative di controllo e dell’aggiornamento continuo degli strumenti di analisi del rischio della Guardia di finanza, elementi chiave per contrastare le nuove modalità operative del narcotraffico, sempre più transnazionali e tecnologicamente complesse.
Implicazioni per la sicurezza
Il sequestro ha duplice valenza: da un lato riduce l’immissione sul territorio di una grande quantità di droga; dall’altro rappresenta un colpo alle reti che impiegano soluzioni ingegneristiche per eludere i controlli. L’operazione ribadisce come la prevenzione e l’intelligence siano strumenti indispensabili per la tutela della salute pubblica, della sicurezza e dell’economia legale.
Le autorità continueranno le indagini per ricostruire i canali di approvvigionamento e la filiera logistica legata a questo carico, mentre il sequestro sarà oggetto di ulteriori approfondimenti tecnici e giudiziari. L’episodio evidenzia la necessità di mantenere alta l’attenzione sui porti e sui punti di transito internazionali per contrastare efficacemente il traffico di stupefacenti.