29 Maggio 2026 ☀ 24°

Interruzioni dei servizi telematici bloccano le attività penali al Tribunale di Bari

a Bari i guasti all'applicativo ministeriale e alle autenticazioni account giustizia hanno creato una paralisi operativa del processo penale, con gravità particolare sui fascicoli che riguardano detenuti e misure cautelari

Interruzioni dei servizi telematici bloccano le attività penali al Tribunale di Bari

Negli uffici giudiziari di Bari si è registrata un’interruzione diffusa dei servizi informatici che supportano il processo penale telematico. Il malfunzionamento coinvolge l’applicativo ministeriale denominato App 4.0 e le piattaforme collegate all’autenticazione dell’account giustizia, con impatti diretti su servizi come OneDrive e Outlook.

Di fronte alle anomalie, i magistrati baresi hanno dovuto adottare soluzioni alternative, tra cui la compilazione degli atti in forma cartacea, per evitare il blocco totale delle attività processuali.

Entità del problema e segnalazioni agli organi competenti

La situazione è stata documentata attraverso l’apertura di numerosi ticket di assistenza che, allo stato, risultano ancora in attesa di una soluzione definitiva. I magistrati hanno formalizzato la propria preoccupazione in una nota inviata al presidente del Tribunale di Bari e ai presidenti di sezione, segnalando come le anomalie rappresentino un ostacolo concreto alla gestione dei flussi informatici inerenti il processo penale telematico.

Funzionalità bloccate e conseguenze operative

Tra le operazioni rese impossibili dalle disfunzioni figurano la convalida degli arresti in flagranza e le direttissime, le procedure di scarcerazione e lo svolgimento di videoconferenze per le udienze con imputati detenuti. Queste limitazioni producono una paralisi operativa che colpisce la tempistica e la regolarità delle attività giudiziarie.

Cause tecniche e interventi in corso

La Direzione generale per i Sistemi informativi automatizzati del Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria del Ministero della Giustizia ha comunicato che si stanno verificando disservizi e interruzioni temporanee di alcune funzionalità dei servizi telematici. L’ente ha indicato la connettività gestita dal provider TIM come elemento particolarmente interessato, specificando che fornitore e strutture tecniche stanno eseguendo attività di ripristino e verifiche sui servizi coinvolti.

Tempistiche e responsabilità tecniche

Il lavoro di ripristino è affidato sia al fornitore della connettività sia alle squadre tecniche ministeriali. Tuttavia, l’assenza di risposte immediate ai ticket aperti ha aumentato la frustrazione degli operatori giudiziari, che denunciano la ricorrenza di tali criticità e la loro capacità di produrre blocchi temporanei non compatibili con l’urgenza di alcune procedure penali.

Impatto sui procedimenti sensibili e critiche dal mondo giudiziario

Le conseguenze più gravi si manifestano sui fascicoli che riguardano persone detenute e sulle pratiche relative all’esecuzione di misure cautelari. In questi ambiti la tempestività è spesso essenziale per tutelare le vittime e rispettare i diritti degli imputati; ritardi dovuti a malfunzionamenti informatici risultano pertanto inaccettabili, secondo i magistrati coinvolti.

Antonella Cafagna, presidente della giunta distrettuale dell’ANM di Bari e giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Bari, ha sottolineato come le ricadute operative siano particolarmente rilevanti sui procedimenti classificati come codice rosso, dove i ritardi possono compromettere la protezione delle vittime e la tempestività dell’azione giudiziaria.

Procedure di emergenza e pratiche cartacee

Per non interrompere del tutto l’attività penale, gli uffici hanno reintrodotto la redazione degli atti in formato analogico. Questa scelta, seppure funzionale nel breve periodo, rappresenta un passo indietro rispetto al modello telematico voluto per rendere più efficiente il sistema giudiziario e comporta un aumento dei tempi amministrativi e dei rischi di errore nella gestione dei fascicoli.

La necessità di contare su infrastrutture digitali affidabili emerge con forza dall’attuale emergenza: la capacità di connettere strumenti e banche dati condiziona direttamente la regolarità delle udienze e l’attuazione delle misure cautelari.

Rischi operativi e possibili scenari futuri

Se i guasti dovessero ripetersi con frequenza, il sistema giudiziario rischia non solo ritardi isolati ma un peggioramento strutturale della gestione dei flussi penali telematici. A medio termine, la situazione impone valutazioni su piani di continuità operativa più solidi, verifiche di resilienza delle reti e sistemi di autenticazione alternativi, oltre a contratti di assistenza che garantiscano interventi più tempestivi.

Nel breve periodo, la priorità resta il ripristino delle funzionalità per permettere la ripresa delle convalide, delle direttissime, delle scarcerazioni e delle videoconferenze: passaggi essenziali per il funzionamento del settore penale e per la tutela dei soggetti coinvolti nei procedimenti.

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