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Blocchi su Andria-Corato e Foggiano: allarme per i floricoltori

Un fermo della logistica su Andria-Corato e nel Foggiano mette in pericolo spedizioni, raccolta e ricavi delle 853 aziende floricole pugliesi, avverte Coldiretti Puglia.

Blocchi su Andria-Corato e Foggiano: allarme per i floricoltori

Lo stallo dei trasporti in Puglia sta complicando la vita dei produttori di fiori proprio in vista della ricorrenza di Ognissanti e della commemorazione dei Defunti. Presidi e blocchi sulla Strada Provinciale Andria-Corato e in diverse aree del Foggiano hanno interrotto i normali flussi logistici, creando un rischio concreto per la raccolta e la consegna di prodotti fortemente stagionali e deperibili.

La situazione, segnalata pubblicamente da Coldiretti Puglia il 21 Ottobre 2026, riguarda tanto i vivaisti che producono mazzi e piante in vaso per il mercato locale quanto i grossisti che organizzano le spedizioni verso il Nord Italia. Senza camion disponibili nei giorni decisivi, molte forniture potrebbero non lasciare la Puglia nei tempi necessari.

Effetti sui volumi di vendita e sulle spedizioni verso il Nord Italia

Per il mercato all’ingrosso la tempistica è fondamentale: le consegne principali devono essere effettuate a ridosso del fine settimana e, al più tardi, entro lunedì della prossima settimana. Un ritardo anche di pochi giorni può cancellare il valore economico di una partita soprattutto per specie a fioritura programmata. Coldiretti Puglia sintetizza il rischio con parole nette: “Un ritardo di pochi giorni può tradursi nella perdita dell’intera produzione“.

Il pericolo del macero per fiori già pronti

La logistica bloccata espone i prodotti a una perdita immediata di mercato: “senza spedizioni, i fiori rischiano di essere destinati al macero“, nota l’associazione. Molti fiori recisi non sono immagazzinabili a lungo e le piante in vaso occupano spazio e risorse nelle serre; ritardare la vendita significa trasformare costi già sostenuti in perdite nette.

Impatto economico regionale e numeri della produzione

La posta in gioco è alta per la Puglia, che detiene quote significative della produzione nazionale di più specie: la regione produce il 10% dei crisantemi italiani, il 34% dei garofani, il 23% delle rose, il 13% delle gerbere e il 16% delle fresie. Complessivamente sono presenti 853 aziende floricole attive sul territorio regionale, concentrate in distretti come Taviano e Leverano nel Salento e nell’area barese con centri quali Terlizzi, Canosa, Bisceglie e Molfetta.

Questi numeri spiegano perché l’interruzione della catena logistica in un periodo focalizzato sul commercio stagionale possa pesare in modo così forte: per molte imprese una quota significativa del fatturato annuo si realizza proprio durante la ricorrenza dei Defunti.

Il crisantemo come esempio di rischio specifico

Il crisantemo è emblematico: simbolo tradizionale della commemorazione dei Defunti, la sua presenza sul mercato richiede una programmazione precisa della fioritura, ottenuta tramite la gestione delle ore di luce e buio. Coldiretti Puglia sottolinea che “un ritardo di pochi giorni, nel caso di prodotti deperibili e legati a una ricorrenza precisa, può tradursi nella perdita dell’intero valore della produzione“; per il crisantemo questo si traduce nella impossibilità di posticipare la vendita senza perdere qualità e domanda.

Oltre ai crisantemi, il blocco colpisce anche garofani, rose e altre specie che in questi giorni sono pronte per la raccolta o già imballate per la spedizione, aumentando l’incertezza sulle capacità di consegna verso centri di consumo e mercati di sbocco.

Contesto dei costi e appello alle istituzioni

Il comparto affronta già maggiorazioni legate ai costi di produzione, agli imballaggi e al trasporto; l’interruzione dei flussi logistici rischia di trasformare queste difficoltà in perdite immediate e gravi. L’associazione degli agricoltori ha lanciato un appello urgente alle istituzioni chiedendo una mediazione rapida per ripristinare i corridoi di trasporto indispensabili alla movimentazione dei prodotti agricoli deperibili e per tutelare il reddito delle imprese e il lavoro degli operatori della filiera.

La pressione sul sistema arriva in un momento in cui ogni giorno conta: la finestra commerciale è stretta e le decisioni prese nelle prossime ore possono determinare l’entità dei danni economici per centinaia di aziende pugliesi. Tra i numeri e le località coinvolte, la mobilitazione sindacale e i blocchi sulla Andria-Corato e nel Foggiano rimangono il nodo critico da risolvere per evitare che prodotti e redditi vadano perduti.

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