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Dimostrazione pacifista tra Gravina e Altamura attira migliaia

Una lunga marcia di pace attraversa la Murgia, ricordando le proteste del 1963.

Dimostrazione pacifista tra Gravina e Altamura attira migliaia

Sabato 26 ottobre 2026 le strade dell’Alta Murgia hanno ospitato una marcia per la pace che ha raccolto tra i 5 mila e i 7 mila partecipanti. Il raduno, promosso dai Comitati dell’Alta Murgia, ha coinvolto cittadini, scuole, gruppi cattolici, partiti politici e diverse realtà associative, tutti uniti da un unico obiettivo: chiedere il disarmo e la tutela del territorio.

Numeri, percorso e clima della manifestazione

Il corteo è partito dal punto di Fiera San Giorgio, a Gravina in Puglia, per poi giungere a Piazza Matteotti ad Altamura. Il tragitto, lungo 14 chilometri, è stato percorribile in circa cinque ore, nonostante le condizioni meteorologiche variabili. La partecipazione è stata ampia e variegata: sindaci, rappresentanti di una ventina di comuni, associazioni locali e gruppi scout adulti Masci hanno marciato fianco a fianco, dimostrando un consenso trasversale e una tranquillità assoluta lungo tutto il percorso.

Le radici storiche della protesta nella Murgia

Questa manifestazione si inserisce in una tradizione che risale al 13 gennaio 1963, quando centinaia di persone, sostenute da intellettuali come Tommaso Fiore, Aldo Capitini e Carlo Levi, protestarono contro l’installazione dei missili Jupiter nella zona. Le successive edizioni del 1985, 1987, 2005 e 2022 hanno ricordato l’importanza di una cittadinanza attiva, mantenendo viva la memoria di una lotta che ha sempre avuto come filo conduttore la difesa della vita e del territorio.

Motivazioni attuali: disarmo, presenza militare e futuro del territorio

Oggi la marcia richiama l’attenzione su diverse minacce contemporanee: i poligoni militari presenti all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, la proposta di un deposito nucleare nazionale nella zona e le implicazioni economiche legate a conflitti internazionali che aumentano il costo della vita. Una delegazione che si oppone al deposito nucleare ha partecipato al corteo, sottolineando il rischio di trasformare la Murgia in un “cuscinetto” di guerra. La presenza di gruppi cattolici, partiti e associazioni dimostra che la questione supera le tradizionali divisioni politiche, diventando una responsabilità collettiva per la salvaguardia ambientale e sociale.

Altre iniziative collaterali e prospettive per il futuro

Parallelamente alla marcia, il movimento scout adulto Masci ha promosso un concorso scolastico sulla pace, mentre le Associazioni Vecchio Ospedale e Porta Bari hanno organizzato manifestazioni a sostegno della Palestina. Queste attività mostrano come la cultura della partecipazione si stia diffondendo in vari ambiti, dalla gioventù alle istituzioni sanitarie, creando un tessuto sociale più consapevole e attivo. La marcia del 26 ottobre, dunque, non è solo un ricordo del passato, ma un richiamo concreto a costruire un futuro in cui la pace sia accompagnata da giustizia, rispetto ambientale e diritti dei cittadini.

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