Il 29 settembre, una cittadina di Capurso, capoluogo della provincia di Bari, si trovava a poco più di dieci minuti dal proprio ingresso, carica di sacchetti della spesa. Mentre attraversava via Fratelli Cervi, un buco nascosto dalle borse le ha fatto perdere l’equilibrio, trascinandola violentemente sull’asfalto.
Il crollo ha provocato contusioni alla mandibola, al collo e alla testa, un quadro clinico che ha richiesto l’intervento immediato del pronto soccorso (118). I soccorritori hanno trasportato Fernanda al reparto di emergenza, dove i medici hanno stabilito la necessità di osservazione e cure per le lesioni traumatiche.
Il verbale della Polizia locale e la multa di 34 euro
Pochi giorni dopo la dimissione dall’ospedale, Fernanda ha ricevuto, tramite l’app IO, una notifica di sanzione amministrativa pari a 34 €, riducibile a 26,20 € se pagata entro cinque giorni. La motivazione indicata nel verbale è l’aver camminato sulla carreggiata nonostante la presenza di un marciapiede sul lato destro del senso di percorrenza.
Dettagli della ricostruzione degli agenti
Secondo la ricostruzione operata dagli agenti, la signora stava percorrendo via Fratelli Cervi in direzione di via Epifania, ignorando il marciapiede disponibile. L’incidente sarebbe avvenuto all’incrocio con via Labriola, dove il piede avrebbe poggiato su un “chiusino” dell’Acquedotto Pugliese, scatenando la caduta. La sanzione, dunque, non è riferita al buco stesso, ma al presunto non utilizzo del marciapiede.
Fernanda contesta la versione della Polizia locale, sostenendo di aver attraversato la strada per raggiungere il portone di casa, non di camminare lungo la carreggiata. Nel suo racconto, il buco era coperto dalle borse della spesa, motivo per cui non lo avrà visto prima di mettere il piede.
Quadro giuridico: attraversare la via è considerato violazione?
L’articolo 190 del Codice della strada prevede che il pedone debba utilizzare marciapiedi o spazi riservati, ma consente l’attraversamento della carreggiata quando non vi sono attraversamenti pedonali entro centinaio di metri, purché si adottino le necessarie cautele. La distinzione tra camminare lungo la carreggiata e attraversarla è centrale nel caso di Capurso.
Nel verbale non è stato menzionato se all’incrocio vi fosse un attraversamento pedonale o se la distanza fosse superiore ai cento metri, elementi che avrebbero potuto giustificare l’uso temporaneo della carreggiata. Senza queste informazioni, la sanzione appare basata su un’interpretazione restrittiva della normativa.
Possibili rimedi per la cittadina
Fernanda ha la facoltà di presentare ricorso entro i termini stabiliti dal Codice della strada. Il ricorso può essere indirizzato al Prefetto o, in seguito, al Giudice di Pace, allegando documentazione medica, foto del luogo e testimonianze. Se il tribunale accoglie il ricorso, la multa può essere annullata o ridotta.
Nel frattempo, la vicenda ha messo in luce la necessità di una più efficace segnalazione delle buche da parte dell’Amministrazione comunale. La segnalazione tempestiva potrebbe evitare ulteriori infortuni e, di riflesso, controversie legate a sanzioni per comportamenti pedonali.
Il caso di Fernanda è rapidamente diventato oggetto di discussione sui social, dove molti utenti hanno espresso il proprio dissenso verso una sanzione che, a loro avviso, arriva dopo un infortunio serio. Alcuni hanno sollevato interrogativi circa la priorità delle autorità: intervenire prima sulla manutenzione delle strade o sull’applicazione di mult, soprattutto quando la salute della persona è già compromessa.
Rimane aperta la questione se la multa costituisca una reale misura di sicurezza o una mera risposta amministrativa a una situazione già grave. La risposta dipenderà dal risultato del ricorso e da eventuali provvedimenti comunali per migliorare la manutenzione delle vie di Capurso.



