29 ottobre 2026 ☁ 18°

Il post di Michele Riondino su Facebook proclama la chiusura dell’Ilva

Michele Riondino celebra la chiusura dell’Ilva con un semplice “Taranto libera” su Facebook.

Il post di Michele Riondino su Facebook proclama la chiusura dell’Ilva

L’attore e regista tarantino Michele Riondino ha utilizzato il proprio profilo Facebook per esprimere una posizione netta sulla vicenda dell’ex acciaieria Ilva. La pubblicazione, apparsa nei giorni seguenti la conferma della Cassazione, mostra una fotografia dell’intero impianto con la frase “Ilva is dead” sovrapposta, accompagnata da un breve commento: “Taranto libera”. Il gesto ha subito attirato l’attenzione sia dei sostenitori della tutela ambientale sia di chi difende la tradizione industriale della città.

Il messaggio di Riondino si inserisce in un contesto più ampio di tensioni sociali e politiche. La Corte di Cassazione, con una pronuncia recente, ha confermato lo stop definitivo all’area a caldo dell’impianto, una decisione che molti ritengono la chiave per la rinascita di Taranto dal punto di vista della salute pubblica e dell’ambiente. La firma Taranto libera riprende lo slogan adottato dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, che ha anche organizzato il Concertone dell’uno maggio in città.

La sentenza della Cassazione: fine dell’area a caldo

Il tribunale supremo ha stabilito che l’attività di fusione dell’acciaio ad alte temperature nella zona di Ilva non rispetta più i parametri di sicurezza e tutela ambientale richiesti dalla normativa nazionale ed europea. La decisione, che ha coinvolto direttamente le autorità locali e il sindaco di Taranto, prevede la sospensione permanente di tutti i processi che richiedono il combustibile a temperature elevate, con la conseguenza di chiudere una parte cruciale dell’impianto produttivo. Questo provvedimento è stato accolto con favore dai gruppi ambientalisti, che da anni denunciano l’inquinamento atmosferico attribuito all’area a caldo.

Altri attori, soprattutto alcuni sindacati e categorie operative, hanno espresso preoccupazione per le ripercussioni occupazionali. Tuttavia, la Corte ha sottolineato che la tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia del territorio hanno la precedenza su qualunque interesse economico locale. La sentenza ha determinato, inoltre, l’avvio di una procedura di bonifica e di riqualificazione del sito, aprendo la strada a nuove prospettive di sviluppo sostenibile per la città.

Michele Riondino e il simbolismo del post

Riondino, noto per il suo impegno culturale e per la regia del film Palazzina Laf, ha scelto di coniugare la sua visibilità mediatica con un messaggio di speranza e di denuncia. Il Concertone dell’uno maggio, di cui è direttore artistico, è stato promosso proprio con l’obiettivo di dare voce a una cittadinanza stanca di vivere sotto il peso dell’inquinamento. Pubblicando la foto dell’ex Ilva con la scritta “Ilva is dead”, l’attore ha voluto trasmettere un segnale di chiusura di un capitolo doloroso e di apertura a un futuro più pulito.

Il semplice ma potente “Taranto libera” è stato interpretato come una rivendicazione di autonomia e di dignità civica. In un contesto dove la protesta si è spesso tradotta in manifestazioni di piazza, la scelta di un post digitale amplia il campo d’azione, raggiungendo un pubblico più vasto e potenzialmente influenzando l’opinione pubblica nazionale. Il gesto di Riondino si colloca dunque al centro di un dibattito che va oltre la sola questione industriale, toccando temi di giustizia ambientale, diritti dei lavoratori e identità urbana.

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