Il Comune di Bari ha adottato un’ordinanza che disciplina la collocazione e la schermatura dei contenitori dei rifiuti per le utenze non domestiche. Il provvedimento nasce per rispondere a criticità legate al decoro urbano, all’abbandono dei rifiuti e all’accessibilità nelle zone con forte presenza di locali di ristorazione che, per mancanza di spazi interni, tengono i carrellati all’esterno.
La misura è pensata come complemento alla recente revisione delle norme sulla raccolta differenziata e intende bilanciare le esigenze operative dei commercianti con la tutela ambientale e la fruizione degli spazi pubblici da parte dei cittadini.
Chi è interessato e regole generali
L’ordinanza si applica a tutte le utenze non domestiche servite dal servizio porta a porta: l’obbligo generale prevede che i contenitori siano custoditi all’interno della pertinenza privata dell’attività. Solo in casi eccezionali, per le attività con superficie interna inferiore a 110 metri quadrati, è ammessa la collocazione temporanea dei carrellati sul suolo pubblico in prossimità dell’esercizio, purché rispettate precise condizioni.
Tipologia e dimensioni dei carrellati
I contenitori autorizzati devono essere carrellati in plastica rigida, dotati di ruote e coperchio, con capacità minima di 120 litri e massima di 360 litri per ciascuna frazione. Questa specifica mira a uniformare gli strumenti di raccolta e a rendere più efficiente la movimentazione e lo svuotamento dei rifiuti.
Condizioni di posizionamento
La collocazione esterna non può ostacolare il transito pedonale o l’accesso alle persone con disabilità: è vietata in prossimità di monumenti, beni vincolati, fermate del trasporto pubblico, attraversamenti pedonali, passi carrabili e accessi ad abitazioni o ad altre attività. Tali limiti mirano a garantire sicurezza, accessibilità e rispetto del paesaggio urbano.
Schermature e aspetti estetici
Un elemento centrale della disciplina è l’obbligo di schermare i carrellati con strutture omogenee per materiali, colore e aspetto. In accordo con la Soprintendenza, le schermature dovranno essere di colore bianco e realizzate in legno o in ferro rivestito con doghe in legno, con fessure non superiori a 5 centimetri tra una doga e l’altra. L’intento è di ridurre l’impatto visivo dei contenitori e mantenere uniformità nelle zone di pregio.
Divieti e possibilità limitate
Sulle schermature è vietata qualsiasi forma di pubblicità e l’applicazione di adesivi; è però ammessa una piccola indicazione identificativa dell’esercizio, purché ridotta nelle dimensioni e cromaticamente coerente con le altre strutture. Questo equilibrio consente ai commercianti di essere riconoscibili senza compromettere il decoro urbano.
Procedure amministrative e obblighi di manutenzione
Per utilizzare lo spazio pubblico i titolari devono presentare un’istanza semplificata al Municipio competente, corredata da una asseverazione tecnica e da una planimetria. L’autorizzazione sarà acquisita con la ricevuta di accettazione della PEC, fermo restando il potere di controllo dell’amministrazione e la possibilità di revoca in caso di violazioni o esigenze di sicurezza pubblica.
Inoltre, l’ordinanza impone obblighi di pulizia quotidiana dell’area occupata e delle pertinenze fino a una distanza minima di due metri: il requisito punta a prevenire fenomeni di abbandono e a mantenere condizioni igieniche accettabili per residenti e visitatori.
Esclusioni e deroghe
Non possono occupare spazio pubblico, ai sensi della nuova disciplina, le attività ricadenti nelle zone AST e ASET che già dispongono, secondo il regolamento comunale vigente, di spazi interni dedicati al deposito dei contenitori.
Sanzioni e durata sperimentale
Per le violazioni l’ordinanza prevede un sistema sanzionatorio con multe compresse tra 25 e 500 euro. In caso di due infrazioni accertate nell’arco di 12 mesi, l’autorizzazione sarà revocata. Questa misura deterrente intende assicurare il rispetto delle regole e tutelare la collettività.
Il provvedimento è di carattere sperimentale e resta in vigore fino al 1° novembre 2026, salvo eventuali proroghe. In considerazione della natura temporanea della misura, non è previsto il pagamento di canoni per l’occupazione del suolo pubblico per il periodo di sperimentazione.
Monitoraggio e confronto con gli operatori
L’amministrazione ha annunciato una fase di monitoraggio e di confronto con le associazioni di categoria e gli operatori economici per valutare l’efficacia delle disposizioni e raccogliere osservazioni utili al perfezionamento delle regole. Questo passaggio è pensato per adattare la disciplina alle esigenze reali senza compromettere gli obiettivi di tutela ambientale e decoro urbano.
Nel complesso, l’ordinanza cerca di coniugare la necessità di una raccolta differenziata efficiente con l’esigenza di spazi pubblici ordinati e fruibili, indirizzando comportamenti degli esercenti attraverso regole tecniche, obblighi di cura e un sistema sanzionatorio specifico.