L’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore ha reso necessario un intervento normativo specifico per la tutela dei lavoratori che operano in esterno o in ambienti termici severi. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente che stabilisce misure organizzative e preventive rivolte a ridurre i rischi sanitari legati all’esposizione prolungata a temperature elevate e alla radiazione solare.
L’atto si fonda su evidenze epidemiologiche e sui dati meteoroclimatici forniti dal sistema Worklimate, sviluppato da INAIL e CNR, e punta a conciliare la protezione della salute con la continuità delle attività produttive, indicando strumenti pratici per datore di lavoro, medico competente e lavoratori.
Ambito di applicazione e settori interessati
L’ordinanza riguarda le attività svolte all’aperto o in ambienti confinati privi di adeguata ventilazione o raffrescamento, dove si creano condizioni microclimatiche severe. In particolare sono citati i settori agricolo, forestale e florovivaistico, le serre e i tunnel agricoli, le cave, i cantieri edili e stradali e le attività di consegna all’aperto svolte con mezzi di mobilità individuale, come i rider. Vengono inoltre comprese tutte le attività che comportano esposizione prolungata al sole e un elevato impegno fisico.
Definizione di ambiente termico severo
Per ambiente termico severo si intende qualsiasi contesto in cui fattori come temperatura, umidità, ventilazione o irraggiamento solare possono generare un rischio significativo per la salute dei lavoratori. La classificazione si basa sui parametri monitorati e sulle mappe di rischio fornite da Worklimate, che devono essere consultate quotidianamente prima dell’avvio delle attività lavorative.
Divieti temporali e monitoraggio
Quando la mappa riferita a “lavoratori esposti al sole – attività fisica intensa” segnala un livello di rischio ALTO nella fascia oraria delle 12:00, l’ordinanza vieta lo svolgimento di lavori in condizioni di esposizione prolungata al sole tra le ore 12:30 e le ore 16:00. Questo divieto è operativo per l’intero territorio regionale e richiede che il monitoraggio avvenga tramite il portale ufficiale www.worklimate.it.
Validità temporale
L’ordinanza è efficace immediatamente e resta valida fino al 15 settembre 2026. L’adozione del provvedimento è motivata dalla necessità di anticipare le misure di prevenzione e di adattamento climatico, dato l’aumento delle temperature estreme registrate negli ultimi anni.
Obblighi per il datore di lavoro e misure preventive
I datori di lavoro devono integrare l’ordinanza con gli obblighi previsti dal decreto legislativo n. 81/2008, in particolare in tema di valutazione del rischio microclimatico. Le principali prescrizioni includono la rimodulazione degli orari per privilegiare fasce meno calde, l’assicurazione di pause in aree ombreggiate o raffrescate e la disponibilità continua di acqua potabile fresca.
Inoltre è richiesto di ridurre l’impegno fisico ove possibile, attivare sistemi di rotazione del personale, mettere a disposizione indumenti traspiranti o protettivi e fornire adeguata informazione sui rischi da stress termico e sui sintomi precoci del colpo di calore, anche tramite materiali multilingue. Il datore di lavoro deve promuovere il cosiddetto sistema del compagno per la sorveglianza reciproca e adottare misure specifiche per i lavoratori vulnerabili identificate dal medico competente.
Gestione delle vulnerabilità e ruolo del medico competente
La valutazione del rischio deve tenere conto di situazioni di maggiore fragilità, come età avanzata, gravidanza, patologie croniche, terapie farmacologiche che aumentano la suscettibilità al calore o condizioni sociali e linguistiche svantaggiate. Il medico competente, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, può formulare prescrizioni o limitazioni temporanee sull’esposizione al calore.
Qualora vengano indicate restrizioni, il datore di lavoro è tenuto a rimodulare gli incarichi o gli orari, assegnare mansioni compatibili o, se necessario, escludere temporaneamente il lavoratore dalle attività in condizioni di microclima severo, nel rispetto della normativa vigente.
Conseguenze e sanzioni
La violazione delle disposizioni previste dall’ordinanza comporta responsabilità e l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 650 del codice penale, salvo che il fatto non costituisca reato più grave. L’orientamento dell’atto è chiaramente prevenzionale: ridurre malori, infortuni e patologie correlate allo stress termico garantendo al contempo continuità operativa attraverso misure organizzative flessibili.
In sintesi, l’ordinanza regionale punta a fornire uno schema operativo per affrontare il rischio legato al caldo estremo, obbligando a monitoraggi quotidiani, a una gestione proattiva dei turni e a misure concrete per la protezione dei lavoratori più esposti, senza interrompere inutilmente le attività produttive.