La notte tra il 29 e il 30 maggio 2026, durante le prove per la sfilata del 2 giugno, una serie di esplosioni ha causato la fuga di numerosi cavalli impiegati nelle esercitazioni nelle aree attorno alle Terme di Caracalla. L’episodio ha generato momenti di panico in strada, ferimenti e danni agli animali, e ha dato il via a una verifica urgente delle responsabilità.
La dinamica dell’incidente e le conseguenze immediate
Secondo le prime ricostruzioni investigative, una batteria di fuochi d’artificio accesa a breve distanza dalle postazioni dei cavalli si sarebbe ribaltata, sparando razzi in direzione delle recinzioni e degli animali. In pochi istanti alcuni equini si sono impauriti e sono scappati al galoppo lungo via Cristoforo Colombo, raggiungendo i quartieri della Garbatella e dell’Eur. Il bilancio umano registra quattro feriti — tre militari dell’Esercito e una agente di Polizia — con due persone in condizioni più serie ma non in pericolo di vita.
Feriti, animali e interventi sanitari
Tra i feriti c’è una soldatessa dei Lancieri di Montebello con fratture multiple e la perforazione di un polmone, oltre a una poliziotta con lesioni al volto; altri due militari hanno riportato traumi più lievi. Circa quindici cavalli hanno subito contusioni ed escoriazioni e sono stati presi in cura dai veterinari: secondo indiscrezioni uno degli animali è stato sottoposto a eutanasia per le lesioni gravissime riportate. Sul posto sono intervenute ambulanze, personale militare e agenti della polizia locale per mettere in sicurezza la zona.
Le indagini e le ipotesi investigative
I carabinieri della compagnia Roma Centro hanno raccolto immagini dalle telecamere di sorveglianza e testimonianze per ricostruire l’accaduto. Una delle piste più accreditate individua l’origine del caos in una batteria pirotecnica acceso a circa 200 metri dai recinti dei cavalli, probabilmente da persone presenti tra gli operatori delle prove. Le forze dell’ordine stanno valutando se si sia trattato di una manovra goliardica degenerata o di un comportamento negligente con conseguenze gravi.
Coinvolgimento di agenti della polizia locale
Secondo le fonti investigative, potrebbero essere tre o quattro i componenti della polizia locale di Roma Capitale collegati all’accensione della batteria. In seguito ai primi accertamenti, è stata disposta la sostituzione di quattro vigili urbani che non prenderanno parte alla parata del 2 giugno, mentre proseguono le verifiche congiunte tra il comando della polizia locale e l’Arma dei Carabinieri.
Le reazioni ufficiali e la gestione interna
Il comandante della polizia locale, Mario De Sclavis, ha pronunciato parole di sostegno al corpo dopo l’episodio, ribadendo che gli accertamenti saranno condotti senza fare sconti e invitando gli agenti a mantenere orgoglio e serenità nel lavoro. De Sclavis ha spiegato di seguire personalmente le indagini e di aver coordinato gli atti iniziali con i carabinieri per chiarire le responsabilità.
Ruolo delle istituzioni e comunicazioni
Il Ministero della Difesa ha espresso vicinanza ai militari feriti, confermando che il ministro Guido Crosetto è stato informato e che i cavalli sono stati affidati alle cure competenti. Sul piano giudiziario, i carabinieri hanno inviato in Procura una prima informativa che potrebbe sfociare nell’apertura di un fascicolo per reati come lesioni e danneggiamento, a seconda degli esiti degli accertamenti.
Critiche, riflessioni e risvolti pubblici
L’episodio ha suscitato forte attenzione mediatica e polemiche sull’uso degli animali nelle cerimonie ufficiali: associazioni animaliste come l’ENPA hanno definito la vicenda una «vittima dell’idiozia umana» e rilanciato la richiesta di limitare l’uso di fuochi d’artificio, invocando divieti più stringenti per tutelare gli animali. Allo stesso tempo, sono emerse riflessioni sul valore simbolico delle parate e sulle procedure di sicurezza adottate durante le prove.
Le autorità hanno assicurato che verranno presi i provvedimenti necessari per individuare i responsabili, ridurre i rischi e aggiornare le pratiche di coordinamento in vista della parata del 2 giugno. Nel frattempo proseguono le cure e le verifiche sugli animali e sugli operatori coinvolti, mentre la città segue con attenzione l’evolversi dell’inchiesta.