Il patrimonio archeologico italiano, testimonianza unica della nostra storia, è esposto a numerosi rischi: dall’invecchiamento dei materiali alle sollecitazioni ambientali e antropiche, fino ai pericoli naturali tipici dell’area mediterranea. Per affrontare queste sfide, è fondamentale adottare approcci preventivi e predittivi che possano intercettare i fenomeni di degrado nelle loro fasi iniziali.
In questo contesto si inserisce il progetto pilota “Sistema di monitoraggio predittivo per la conservazione di siti archeologici ed edifici monumentali”promosso dall’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library del Ministero della cultura. Il progetto sarà al centro di una giornata di studio intitolata “The Future of the Archeology”in programma venerdì 5 giugno alle ore 11:00 presso il Chiostro del Convento di Santa Chiara a Bari.
La giornata di studio a Bari
L’evento, curato dal Politecnico di Bari con la referente scientifica prof.ssa Dora Foti, rappresenta un cambio di paradigma nella gestione del patrimonio storico. L’obiettivo è passare da interventi a posteriori a una gestione informata dal dato, integrando conoscenza approfondita dei manufatti, tecnologie digitali e sistemi di Structural Health Monitoring per il controllo continuo.
La giornata si articolerà in quattro sessioni scientifiche, con interventi che approfondiranno le metodologie digitali più avanzate per la salvaguardia preventiva del patrimonio archeologico e monumentale. Particolare attenzione sarà dedicata alle tecniche di rilievo e diagnostica non distruttiva, agli strumenti di gestione e interrogazione del dato, nonché alle strategie di monitoraggio strutturale.
I risultati del progetto pilota
Uno spazio specifico sarà riservato alla presentazione dei risultati del progetto pilota, finanziato dal Ministero della Cultura, relativo all’applicazione di un sistema di monitoraggio strutturale al complesso delle Terme Femminili di Pompei. Questo caso di studio è paradigmatico per la complessità delle problematiche conservative coinvolte. Per ingegneri e architetti sono previsti crediti formativi dei rispettivi ordini.
Il programma dettagliato
La giornata inizierà con i saluti istituzionali da parte di rappresentanti di enti come la Soprintendenza Città Metropolitana di Bari, il Direttore del Castello Svevo di Bari, il Rettore del Politecnico di Bari, il Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei, e altri.
La prima sessione vedrà interventi sulla identificazione del comportamento dinamico di pareti non strutturali nell’antichitàcon un focus sul caso di Pompei, e sulla presentazione di Ecomicun ecosistema nazionale per la tutela, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale. Saranno inoltre discusse le metodologie multidisciplinari e sperimentali per la tutela e il monitoraggio conservativo del patrimonio archeologico territoriale.
La seconda sessione includerà interventi su percorsi di ricerca nella conservazione del patrimonio archeologico, l’uso della robotica e del monitoraggio strutturale per la tutela dei siti archeologici, e l’esperienza del Parco Archeologico di Pompei in materia di ricerca e innovazione.
La terza sessione approfondirà la vulnerabilità a meccanismi fuori piano di elementi murari nel Parco Archeologico di Pompei, un approccio integrato di diagnostica e analisi strutturale, e il caso studio delle coperture dei siti archeologici a Villa Arianna a Castellamare di Stabia.
Infine, la quarta sessione presenterà soluzioni strutturali innovative nell’area archeologica di Pompei, la salvaguardia preventiva del patrimonio culturale attraverso tecnologie predittive, e il monitoraggio da satellite per la salvaguardia del patrimonio storico-culturale.


