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Vertenza Natuzzi: aperture sul piano esodi e formazione ma il trasferimento resta nodo centrale

La riunione del 4 giugno in Regione Puglia, presieduta dal Comitato Sepac guidato da Leo Caroli, ha aperto alcuni spiragli su incentivi all'esodo, formazione e reindustrializzazione, ma il piano di trasferimento del 15% delle attività in Romania mantiene l'acceso confronto con i sindacati

Vertenza Natuzzi: aperture sul piano esodi e formazione ma il trasferimento resta nodo centrale

Il 4 giugno, nella sede istituzionale della regione pugliasi è svolto un incontro richiesto dalle parti coinvolte nella vertenza Natuzzi e gestito dalla task force regionale per l’occupazione, Sepac. L’appuntamento è stato convocato a seguito dell’accordo siglato il 19 maggio al Ministero del Lavoro e dalla necessità di trovare un’intesa sul piano di gestione della cassa integrazione straordinariain scadenza a fine anno. Nonostante la tensione sul futuro industriale, il tavolo ha messo a fuoco misure concrete che saranno discusse anche al prossimo incontro convocato per l’11 giugno al MIMIT a Roma.

Riunione Sepac del 4 giugno e nodo trasferimento del 15%

Nel corso della seduta presieduta da Leo Caroli il tema che ha bloccato un accordo è stato la conferma, da parte di Natuzzi, del trasferimento di 15% delle attività attualmente svolte tra Puglia e Basilicata verso gli stabilimenti del gruppo in Romania. Questa opzione è stata giudicata pregiudizialmente inaccettabile dalle organizzazioni sindacali, che l’hanno posta come condizione non negoziabile. Di conseguenza non si è giunti a un’intesa complessiva, ma il tavolo ha individuato alcuni punti di apertura che mantengono vivo il dialogo in vista dell’11 giugno.

Impegno di convocare RSU e RSA e organizzazione della cassa integrazione

Un primo elemento operativo emerso è l’impegno dell’azienda a convocare con urgenza le rappresentanze sindacali aziendali (RSU e RSA) prima dell’11 giugno per discutere esclusivamente i calendari relativi all’ammortizzatore sociale. Separare la trattazione della gestione della Cigs dai temi industriali è stato considerato rilevante per favorire un confronto mirato. Come ha sottolineato l’assessore regionale, Eugenio Di SciascioQuella di Natuzzi è una vertenza complessa, delicata” e “La disponibilità dell’azienda a convocare RSU e RSA prima dell’11 giugno; rappresenta un fatto positivo“, perché ridà centralità al confronto sulle misure sociali.

Piano sperimentale di esodo e politiche attive della Regione Puglia

Sul fronte degli incentivi all’uscita volontaria, Natuzzi ha stanziato 6 milioni di euro per un piano sperimentale che prevede un’indennità massima di 50mila euro per i dipendenti che aderiranno su base esclusivamente volontaria. La misura è accompagnata da una iniziativa di politiche attive del lavoro già pubblicata dalla Regione Puglia: percorsi formativi della durata di 400 ore con un’indennità di frequenza pari a 6 euro l’ora. Queste misure sono pensate anche per attenuare l’impatto economico sui lavoratori coinvolti dagli ammortizzatori sociali, che subiscono una riduzione del reddito durante i periodi di Cigs.

Monitoraggio e verifica delle adesioni entro tre mesi

Per valutare efficacia e tasso di partecipazione, il Comitato Sepac si è impegnato a convocare, entro tre mesiun tavolo di monitoraggio. L’obiettivo è analizzare le adesioni al piano di esodo, verificare l’andamento delle misure di politica attiva e valutare eventuali correttivi sostenibili. L’attenzione è anche rivolta alla gestione di una situazione di sovracapacità produttiva che, se non governata, potrebbe mantenere elevata la platea di lavoratori in organico.

Accordi di reindustrializzazione: Ginosa e proposte dal territorio

Tra le novità pragmatiche emerse, Natuzzi ha annunciato la cessione dello stabilimento dismesso di Ginosa a una realtà pugliese del settore gomma-plastica, con l’impegno di assumere nella fase iniziale della reindustrializzazione circa 40 lavoratori provenienti dal bacino Natuzzi. I dipendenti interessati potranno manifestare la propria disponibilità attraverso il “bacino delle competenze” istituito presso il Centro per l’Impiego competente.

Proposte di Arpal Puglia per il matching con imprese locali

Il direttore di Arpal Puglia ha presentato un progetto di outplacement e riferito l’interesse di altre imprese locali della filiera del mobile imbottito e dell’arredo a selezionare tra le 40-50 figure utili alle loro attività. Arpal avvierà una raccolta delle candidature volontarie e un’attività di matching con le aziende interessate. Il Sepac ha inoltre convocato per il 16 giugno un ulteriore incontro focalizzato sulla presentazione dei progetti industriali e di reindustrializzazione.

La partita si giocherà dunque su più tavoli: il confronto operativo sulle regole della cassa integrazione, la valutazione delle misure di esodo e formazione, e le iniziative concrete di reindustrializzazione territoriale. Restano però sul tappeto le preoccupazioni sindacali legate al trasferimento produttivo all’estero, elemento che renderà decisivo il confronto del prossimo 11 giugno al MIMIT per provare a coniugare sostenibilità aziendale e tutela dell’occupazione.

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