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Vertenza Natuzzi: aggiornamenti su cassa integrazione e ricollocazioni

La vertenza Natuzzi continua con nuovi sviluppi: cassa integrazione, esodi volontari e ricollocazioni per i lavoratori

Vertenza Natuzzi: aggiornamenti su cassa integrazione e ricollocazioni

La vertenza Natuzzi, che coinvolge centinaia di lavoratori in Puglia e Basilicata, continua a evolversi con nuovi sviluppi. La Regione Puglia ha segnalato alcuni spiragli che potrebbero aprire la strada a soluzioni per la cassa integrazionele uscite volontarie e le ricollocazioni.

Cassa integrazione e politiche di incentivazione

La Regione Puglia ha evidenziato che, nonostante le difficoltà, ci sono segnali positivi che mantengono aperto il dialogo. Uno dei primi spiragli riguarda l’impegno dell’azienda a convocare le rappresentanze sindacali per discutere i calendari dell’ammortizzatore sociale. Questo passaggio è considerato significativo perché lascia spazio a ulteriori approfondimenti e confronti per un accordo sulla CIGS.

Un altro sviluppo importante riguarda le politiche di incentivazione all’esodo. Dopo mesi di incomprensioni, è stato varato un piano sperimentale di esodo con un fondo di 6 milioni di eurodestinato a un’indennità massima di 50mila euro per i dipendenti che scelgono di aderire su base volontaria. I lavoratori interessati potranno accedere a percorsi formativi di 400 ore con un’indennità di frequenza di 6 euro l’ora.

Ricollocazioni e reindustrializzazione

La Natuzzi ha annunciato un accordo con una realtà pugliese del settore gomma-plastica per la cessione dello stabilimento dismesso di Ginosa (Taranto). L’intesa prevede l’assunzione di 40 lavoratori provenienti dal bacino Natuzzi nella prima fase di reindustrializzazione. I lavoratori interessati potranno manifestare la loro disponibilità attraverso il ‘bacino delle competenze’ costituito presso il Centro per l’Impiego competente.

Inoltre, il direttore di Arpal Puglia ha comunicato l’interesse di altre aziende della filiera territoriale del mobile imbottito e dell’arredo a selezionare ulteriori 40-50 lavoratori Natuzzi. Arpal Puglia attiverà un progetto dedicato alla raccolta delle candidature volontarie dei lavoratori e al matching con le imprese interessate.

Il ruolo della Regione e le prossime mosse

L’assessore regionale allo Sviluppo economico e lavoro, Eugenio Di Sciascioha dichiarato che la vertenza Natuzzi è complessa e delicata, ma è importante registrare i segnali di apertura emersi. La Regione continuerà a fare la propria parte per mantenere aperto il dialogo e lavorare per la tutela occupazionale e il futuro della filiera del mobile imbottito.

Il prossimo appuntamento è fissato per l’11 giugno al Mimitdove si spera di trovare un punto di equilibrio tra sostenibilità aziendale e tutela del lavoro. La Regione Puglia ha già convocato un ulteriore incontro per il 16 giugno dedicato alla presentazione dei progetti industriali e di reindustrializzazione.

La situazione rimane complessa, ma i recenti sviluppi offrono un barlume di speranza per i lavoratori coinvolti e per il futuro della Natuzzi in Puglia e Basilicata.

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