3 Ottobre 2026 🌤 23°

Affitti brevi in Puglia, i Comuni potranno fissare limiti e zone

La giunta regionale ha approvato un disegno di legge che consente ai Comuni pugliesi di individuare aree con limiti alle nuove locazioni turistiche, con l'obiettivo di proteggere la disponibilità di case per i residenti e governare l'overtourism.

Affitti brevi in Puglia, i Comuni potranno fissare limiti e zone

La giunta della Regione Puglia ha approvato uno schema di disegno di legge volto a disciplinare con maggiore organicità le locazioni turistiche e gli affitti brevi. Il testo, ora all’esame del Consiglio regionale, attribuisce ai Comuni, in particolare ai capoluoghi e alle località con intensa pressione turistica, strumenti per definire aree e stabilire limiti alle nuove aperture destinate a ospitare flussi di breve durata. L’intento dichiarato è tutelare la residenzialità delle città e preservare il valore sociale delle comunità locali senza ostacolare il settore turistico che resta volano economico per la regione.

Perché intervenire: dati e impatti sul territorio

Il fenomeno è cresciuto rapidamente grazie alle piattaforme digitali che connettono domanda e offerta di soggiorno temporaneo, ma questa espansione ha effetti concreti sulla disponibilità di alloggi per chi vive nei centri urbani. Nella banca dati regionale risultano attualmente 44.883 immobili «attivi» destinati a locazione turistica: nel 2026 tali unità hanno rappresentato il 18,7% degli arrivi e il 17,1% delle presenze totali, con incrementi rispettivamente del 27,7% e del 24,8% rispetto al 2026. Questi numeri spiegano la scelta della Regione di intervenire anche per ragioni di equilibrio socio‑economico degli ambiti urbani.

Il concetto di overtourism

Con il termine overtourism si indica una situazione in cui la pressione dei visitatori supera la capacità di un territorio di assorbire i flussi senza danni per la qualità della vita e il patrimonio urbano. La proposta regionale mira a evitare che il turismo diventi «un fattore di pressione critica sul patrimonio urbano» e a garantire che rimanga una risorsa distribuibile sul territorio, anche favorendo un più equilibrato sviluppo delle aree interne.

Le principali novità del testo normativo

Il provvedimento, articolato in nove articoli, aggiorna la disciplina regionale sulle attività ricettive non tradizionali. L’articolo 1 delimita finalità e ambito; l’articolo 2 attribuisce al Comune la facoltà di individuare zone omogenee dove definire criteri e limiti per le nuove locazioni turistiche, comprese eventuali soglie numeriche massime. Il regolamento comunale dovrà altresì prevedere un regime transitorio che consideri le unità già operative alla data di riferimento, evitando effetti retroattivi ingiustificati.

Obblighi amministrativi e presunzione di impresa

Altri articoli recepiscono e aggiornano gli adempimenti a carico dei proprietari: sono previsti obblighi di comunicazione al Suap mediante segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) per le forme imprenditoriali e obblighi di comunicazione anche per le attività non imprenditoriali. La norma sancisce inoltre la presunzione di imprenditorialità quando più di due appartamenti sono destinati a locazione turistica, allineandosi alla normativa nazionale in materia.

Le finalità politiche e le parole del presidente

Il presidente della Regione, Antonio Decaro, definisce il disegno di legge uno strumento promesso ai cittadini e condiviso con le amministrazioni locali. Secondo la dichiarazione ufficiale, non si tratta di una misura punitiva né di un tentativo di bloccare il turismo, che resta valorizzato per il suo ruolo economico e di rigenerazione urbana; piuttosto è un meccanismo per tutelare la presenza dei residenti e la dimensione esperienziale che caratterizza molte comunità pugliesi. La logica è di permettere ai Comuni di governare i nuovi ingressi sulla piattaforma a seconda delle specificità territoriali.

Obiettivi territoriali e ricadute

Tra gli obiettivi dichiarati c’è il riequilibrio territoriale: limitando le aperture nelle aree più sovraccariche si intende incentivare l’installazione di attività ricettive anche in comuni delle aree interne che offrono margini di sviluppo turistico e sociale. In tal modo la norma aspira a distribuire meglio i benefici economici del turismo, preservando al contempo un’offerta sufficiente di alloggi a lunga durata e accessibili per i residenti.

Il percorso legislativo proseguirà in Consiglio regionale: il testo dovrà essere discusso e approvato per diventare operativo. Nel frattempo, il disegno stabilisce regole e procedure che i Comuni potranno adottare per contemperare sviluppo turistico e tutela della città viva, contribuendo a evitare la trasformazione indiscriminata degli alloggi in unità ricettive e a sostenere la qualità della vita delle comunità locali.

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