Nel 2026 la raccolta differenziata di Bari mostra segni di stallo: la percentuale di rifiuti differenziati si aggira intorno al 49,37%, mentre quella indifferenziata supera il 50%. Questi dati, riferiti ai primi otto mesi dell’anno, collocano la città ben al di sotto del target del 65% fissato dall’Unione Europea e considerato necessario per ottenere incentivi e per stabilizzare la tariffa della TARI.
Il Comune, in collaborazione con l’Amiu Puglia, ha avviato una serie di interventi per invertire la tendenza. A vario titolo, si parla di cassonetti intelligenti del servizio porta a porta in periferia e dei centri di conferimento (Ccr) per attività commerciali. Tuttavia, la realtà quotidiana dei cittadini e dei commercianti lega ancora la sfida a problemi operativi e a un senso di sfiducia verso le istituzioni.
Andamento dei numeri: il bilancio semestrale 2026
Nel periodo gennaio-giugno l’indifferenziata è stata pari al 50,31%, con una produzione totale di rifiuti di 113.149.168 kg. Il picco di raccolta è stato registrato ad aprile (16.330.899 kg), mentre febbraio ha registrato il minimo (12.464.853 kg). I dati mensili mostrano fluttuazioni: ad agosto la differenziata è scesa al 48,02% contro il 52,20% dell’anno precedente, mentre a marzo è rimasta al 46,63% rispetto al 49,16% del 2025. Nessun mese ha mai superato il 53% di differenziata, confermando una stagnazione che impedisce alla città di raggiungere gli obiettivi europei.
Perché i numeri restano bassi?
Le criticità principali riguardano l’insufficiente capienza dei cassonetti, la mancata regolarità nello svuotamento e la persistenza di pratiche di getto indiscriminato, soprattutto nei quartieri più centrali, dove la raccolta su strada è ancora la norma. Inoltre, l’attività di raccolta porta a porta è limitata alle zone periferiche (Santo Spirito, Palese, Catino, ecc.), lasciando il centro storico a dipendere da sistemi più tradizionali, meno efficienti.
Progetti in atto: cassonetti intelligenti e porta a porta
Il Comune ha già installato i primi cassonetti intelligenti a Madonnella, con l’obiettivo di attivarli a breve a Murat e Libertà. Questi contenitori sono dotati di sensori che monitorano il livello di riempimento e comunicano in tempo reale con la centrale operativa, promettendo uno svuotamento più puntuale e una riduzione degli accumuli di rifiuti nei marciapiedi.
Parallelamente, il servizio porta a porta è stato esteso a tutti i quartieri periferici, includendo anche aree come Sant’Anna, San Giorgio e Torre a Mare. Per il centro cittadino è stata avviata una sperimentazione di raccolta a domicilio dedicata alle attività del settore food, con l’intento di alleviare la pressione sui cassonetti tradizionali.
Centri di conferimento per le attività commerciali
Un nuovo centro di conferimento (Ccr) è stato aperto per le imprese del centro, consentendo lo smaltimento di carta, cartone e altri materiali secolari con un orario più flessibile. Tuttavia, le recenti segnalazioni della libreria Svoltastorie, che ha denunciato cartoni abbandonati davanti alla vetrina per più giorni, hanno evidenziato problemi di tempistica e di coordinamento tra l’appaltatore Raccolgo Srl e l’Amiu.
Il sindaco Vito Leccese ha definito “inaccettabile” l’accumulo di cartoni lungo le strade e ha convocato, per domani, gli amministratori di Amiu e la ditta appaltatrice per discutere interventi immediati. L’obiettivo è assicurare un servizio più efficiente, evitando ulteriori lamentele da parte dei commercianti.
Il nuovo presidente di Amiu, ancora in fase di definizione della strategia, dovrà confrontarsi con le richieste di potenziamento della capienza dei cassonetti e con la necessità di espandere il modello porta a porta anche in alcune zone centrali, dove la pressione sull’ambiente urbano è più marcata.
Solo una gestione più coordinata potrà spostare la percentuale di differenziata verso il 65% auspicato dall’UE e garantire tariffe più equilibrate per la TARI.



