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Bari calcio, De Laurentiis ricorre contro i sequestri: la difesa contro le accuse di bancarotta

Aurelio e Luigi De Laurentiis contestano le accuse di falso in bilancio e bancarotta. Scopri come intendono difendersi e quali sono le implicazioni per il Bari calcio.

Bari calcio, De Laurentiis ricorre contro i sequestri: la difesa contro le accuse di bancarotta

La vicenda che vede coinvolti Aurelio e Luigi De Laurentiis si infittisce. Dopo le perquisizioni della Guardia di Finanza nelle sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro, i due imprenditori hanno presentato un ricorso al Tribunale del Riesame contro i sequestri di documenti e materiale informatico disposti dalla Procura di Bari. Le accuse riguardano false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta impropria in relazione alla cessione del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli.

Le accuse della Procura e la difesa dei De Laurentiis

La Procura di Bari ha richiesto la liquidazione giudiziale del Bari calcio, sostenendo che la cessione di Caprile al Napoli nel 2026 sarebbe avvenuta a un prezzo non congruamente remunerativo rispetto al valore effettivo del giocatore. Secondo gli inquirenti, questa operazione avrebbe creato un danno alle casse del Bari e un vantaggio per il Napoli. Aurelio e Luigi De Laurentiis, difesi dagli avvocati Gino Fabio Fulgeri e Roberto Eustachio Sisto, negano ogni addebito e ritengono le accuse infondate.

Le perquisizioni della Guardia di Finanza hanno portato all’acquisizione di documentazione contabile, tra cui una perizia sul valore di Caprile firmata dall’ex amministratore del Bari, Claudio Garzelli. La Procura sostiene che Garzelli avrebbe sottostimato il valore del giocatore, un’ipotesi che, se confermata, potrebbe portare alla contestazione del concorso in bancarotta anche nei confronti di Garzelli.

La strategia difensiva e la ricapitalizzazione del Bari

Per contrastare le accuse, la famiglia De Laurentiis ha deciso di accelerare la ricapitalizzazione del Bari calcio. La società, che si regge sulle anticipazioni della controllante Filmauro, ha un capitale sociale di 130mila euro e deve ricostituirlo entro il 30 luglio per evitare lo scioglimento. La Filmauro potrebbe rinunciare a un credito di circa 7 milioni di euro, sollevando così i conti della società.

La Procura ha ipotizzato che i De Laurentiis, consapevoli dello stato di insolvenza del Bari, abbiano deliberatamente aggravato il dissesto finanziario. Tuttavia, la difesa sostiene che non ci sono debiti scaduti e che quindi non è possibile ipotizzare uno stato di insolvenza irreversibile. La decisione del Tribunale sulla richiesta di liquidazione giudiziale sarà dirimente per il prosieguo delle indagini.

Le implicazioni per il Napoli e il futuro del Bari calcio

La Procura ha ipotizzato una condotta concorsuale del Napoli, considerati i legami familiari e sociali tra le due squadre. Tuttavia, sul piano sportivo, le conseguenze per le due società sono ancora incerte. La Procura Federale potrebbe aprire un procedimento parallelo che potrebbe concludersi con provvedimenti inibitori per i dirigenti coinvolti o con una penalizzazione di punti in classifica.

Per il Bari calcio, la priorità è fronteggiare la richiesta di liquidazione giudiziale. La ricapitalizzazione e la rinuncia al credito da parte della Filmauro potrebbero indebolire il castello accusatorio e segnare un punto a favore della famiglia De Laurentiis. Tuttavia, la vicenda è ancora in corso e le prossime settimane saranno decisive per il futuro della società pugliese.

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