Il processo che vede coinvolti Luigi e Aurelio De Laurentiis, legati alla società calcistica Bari, ha subito un rinvio significativo. L’udienza, inizialmente prevista per il 10 settembre, è stata spostata al 1 ottobre. Questo slittamento permette alla Procura di Bari di approfondire ulteriormente la documentazione presentata dalla difesa.
La società, attualmente in Serie C dopo la retrocessione della scorsa stagione, è al centro di un’indagine per bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali relative al bilancio del 2024. La Procura ha rilevato perdite sistemiche per circa 30 milioni di euro tra il 2019 e il 2025, oltre a un deficit patrimoniale e una significativa esposizione debitoria.
Le accuse e la difesa
Tra gli elementi sotto indagine c’è anche la gestione contabile del club, in particolare la cessione del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli nell’estate del 2023. Secondo l’accusa, il valore di circa 2,2 milioni di euro con cui il giocatore è stato ceduto non corrisponderebbe al reale valore del cartellino. Caprile è stato poi rivenduto per una cifra molto superiore, intorno agli 8 milioni, una plusvalenza che il Bari non avrebbe incassato.
La difesa della proprietà respinge fermamente le accuse, sostenendo l’insussistenza dello stato di insolvenza e la copertura integrale delle perdite pregresse. I legali di Luigi e Aurelio De Laurentiis hanno depositato una memoria difensiva che contestano alla radice il presupposto della liquidazione. La proprietà si è detta pronta a intervenire con una ricapitalizzazione.
Il prossimo passo
L’udienza del 1 ottobre rappresenterà il prossimo snodo cruciale nel procedimento avviato dalla Procura. Il Tribunale sarà chiamato a valutare gli elementi alla base della richiesta di liquidazione giudiziale e gli interventi finanziari messi in campo dalla proprietà. Questo processo è seguito con grande attenzione dai tifosi e dagli addetti ai lavori, in attesa di sviluppi che potrebbero avere un impatto significativo sul futuro del club.



