Nel cuore della periferia barese, a pochi passi dallo stadio San Nicola, si estende un territorio noto come il “Tondo” di Carbonara. Qui, il paesaggio è dominato da terreni non coltivati, casolari in rovina e una rete di strade extraurbane che non ricevono alcuna manutenzione. La zona è divenuta il rifugio di attività illecite: le case abbandonate sono sfruttate come locali di prostituzione e la presenza costante di persone senza fissa dimora rende l’ambiente ancora più difficoltoso. Il degrado urbano è evidente a occhio nudo e, senza interventi mirati, rischia di trasformare quella che è una zona di transito in una trappola sociale.
Le autorità locali hanno più volte espresso preoccupazione per l’evoluzione di quest’area, ma finora le iniziative sono state frammentarie. La mancanza di un piano di riqualificazione ha permesso alla illegalità di radicarsi, alimentando un circolo vizioso di degrado, insicurezza e abbandono. I residenti delle zone limitrofe denunciano l’aumento dei rumori, della sporcizia e del senso di insicurezza, segnalando che la situazione influisce negativamente sulla qualità della vita quotidiana. In assenza di interventi strutturati, il futuro del “Tondo” resta incerto, con il rischio di vedere una crescita ulteriormente incontrollata di fenomeni criminali e di degrado ambientale.
Zona del “Tondo” di Carbonara: quadro attuale e criticità
Il “Tondo” è caratterizzato da un paesaggio desolato, dove i terreni incolti costituiscono la maggior parte della superficie. Le strutture abbandonate fungono da rifugi per la prostituzione e per gruppi di individui marginalizzati. Le strade di collegamento, non segnalate né illuminate, favoriscono la circolazione di veicoli a basso impatto ambientale ma anche di velocipedi elettrici in maniera non regolamentata, aumentando il rischio di incidenti. La combinazione di questi fattori ha provocato un aumento dei casi di violenza domestica e di piccoli furti, rendendo la zona una delle più critiche per le forze dell’ordine.
Impatto sulla comunità locale
Gli abitanti di Poggiofranco e dei quartieri limitrofi hanno segnalato un aumento della percezione di insicurezza, con le attività illecite che si spostano rapidamente da una zona all’altra. Le associazioni di quartiere hanno chiesto interventi urgenti, sottolineando che la mancanza di presidi di polizia e di servizi sociali ha facilitato la proliferazione di spaccio di sostanze stupefacenti e di altre forme di illegalità. L’assenza di un piano di rigenerazione urbana, combinata con la scarsità di iniziative di inclusione sociale, rende la zona vulnerabile a ulteriori degradazioni.
Operativo speciale a Poggiofranco: dati e risultati
Dal 27 ottobre 2026, la Polizia di Stato, su disposizione del Questore Annino Gargano, ha intensificato i servizi straordinari di controllo nella zona di Poggiofranco, considerata una delle aree di massima aggregazione sociale. Durante le operazioni sono state effettuate cinque postazioni di controllo, con la verifica di ben 61 veicoli. In totale, 147 persone sono state soggette a controlli, di cui 39 presentavano precedenti penali. Sono state rilevate sei violazioni al Codice della Strada, soprattutto legate all’uso scorretto di monopattini e scooter in zone pedonali.
Sequestri e segnalazioni per droga
Un individuo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per guida senza patente e le forze dell’ordine hanno disposto il sequestro amministrativo di un veicolo. Inoltre, quattro soggetti sono stati segnalati all’Autorità Amministrativa per il possesso di sostanze stupefacenti a uso personale, ai sensi dell’art. 75 D.P.R. 309/90. Controlli mirati hanno interessato tre attività commerciali, inclusa una sala slot, per verificare il rispetto della normativa vigente. I risultati di questo operativo di contrasto confermano la capacità della Polizia di intervenire rapidamente in contesti ad alta vulnerabilità, contribuendo a ridurre la diffusione di comportamenti illeciti.
Gli interventi a Poggiofranco rappresentano un primo passo concreto verso la riacquisizione della sicurezza nelle aree più delicate di Bari. Tuttavia, la persistenza del degrado al “Tondo” dimostra che le misure di controllo devono essere integrate da politiche di riqualificazione urbana e iniziative di inclusione sociale. Solo una risposta coordinata, che coniughi polizia, servizi sociali e investimenti pubblici, potrà invertire la tendenza al degrado e garantire un futuro più sereno per i cittadini barese.



