13 Giugno 2026 ☀ 21°

Barletta: il dibattito su cultura, spazi pubblici e pluralismo

L'associazione In Relazione Con Barletta interroga l'amministrazione comunale sull'uso di spazi pubblici per eventi culturali, chiedendo trasparenza e chiarezza.

Barletta: il dibattito su cultura, spazi pubblici e pluralismo

In un contesto in cui la cultura è spesso al centro di dibattiti politici, l’associazione In Relazione Con Barletta ha deciso di sollevare alcune questioni fondamentali riguardo l’uso di spazi pubblici per eventi culturali. La discussione è nata in seguito alle dichiarazioni dell’Assessore alla Cultura Oronzo Cilli sulla presentazione del libro di Italo Bocchino dedicato a Giorgia Meloniprevista per il 12 giugno 2026 a Palazzo San Domenico.

Il presidente dell’associazione, Giovanni Mascoloha sottolineato che la cultura non appartiene a nessuna parte politica, ma è un bene comune. Per questo motivo, l’associazione ha deciso di porre alcune domande all’amministrazione comunale, chiedendo trasparenza e chiarezza sull’uso di strutture pubbliche per eventi culturali.

L’uso di spazi pubblici e il principio di imparzialità

L’associazione In Relazione Con Barletta ha sollevato la questione dell’uso di una struttura pubblica, messa a disposizione dal Comune di Barlettaper l’evento in questione. Secondo l’associazione, l’utilizzo di una sala comunale rappresenta l’impiego di un bene appartenente a tutti i cittadini e ha un valore economico, organizzativo e simbolico.

L’articolo 97 della Costituzione stabilisce che la Pubblica Amministrazione deve operare nel rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento. Per questo motivo, l’associazione ritiene legittimo porre alcune domande sull’evento in questione. In particolare, si chiede come si concili la presenza esclusiva di relatori riconducibili alla stessa area politico-culturale con la definizione di momento di approfondimento e confronto pubblico.

L’associazione ha anche chiesto quali criteri siano stati adottati dall’Amministrazione per qualificare l’iniziativa come evento culturale meritevole dell’utilizzo di una struttura pubblica e in che modo tali criteri risultino coerenti con i principi di imparzialità e interesse pubblico che devono guidare l’azione delle istituzioni.

La richiesta di trasparenza e chiarezza

Giovanni Mascolo ha ribadito che non si sta discutendo il diritto di organizzare l’evento. Chiunque deve poter presentare un libro, esporre le proprie idee e confrontarsi con il pubblico. La questione riguarda esclusivamente il ruolo delle istituzioni e le modalità con cui vengono concessi spazi e riconoscimenti pubblici.

Se la cultura non è di parte, come giustamente sostiene l’Assessore, allora è interesse di tutti comprendere quali siano i criteri che consentono di distinguere un’iniziativa culturale da una manifestazione prevalentemente politico-culturale. Per questa ragione, l’associazione non chiede polemiche né contrapposizioni ideologiche, ma semplicemente trasparenza e chiarezza.

Le domande dei cittadini non rappresentano un attacco alla cultura, ma sono parte integrante della cultura democratica. L’associazione confida che l’Amministrazione voglia fornire risposte puntuali e documentate, contribuendo così a rafforzare quel rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni che costituisce il fondamento di ogni comunità democratica.

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