Negli ultimi anni la mobilità ciclabile a Bari ha visto un’espansione significativa: la rete è arrivata a 60 chilometri uno sviluppo evidente se confrontato con i soli 7 chilometri registrati nel 2014. Questa trasformazione, celebrata da parte degli utenti quotidiani della bicicletta, convive però con richieste di interventi più mirati nei cantieri e con l’urgenza di collegamenti che rendano i percorsi davvero fruibili per tutti i quartieri.
Il bilancio del quinto anno consecutivo in cui Bari viene considerata un comune sensibile alle biciclette è stato tracciato pubblicamente il 3 Luglio 2026 da attivisti e ciclo-attori locali. Tra gli interventi più citati c’è la pista di via Giulio Petroni che ha ampliato le possibilità di spostamento veloce dalla città verso le aree periferiche.
Esperienza diretta su via Giulio Petroni e tempi di percorrenza
Il percorso lungo via Giulio Petroni è stato sperimentato dal referente di Retake, Fabrizio Mione che ha documentato un tempo di viaggio sorprendentemente ridotto: dalla zona centrale fino ai confini di Carbonara ha impiegato solo 18 minuti. A proposito dell’esperienza Mione ha commentato: “Mi è piacito parecchio” riconoscendo il valore pratico delle nuove corsie. Tuttavia, lo stesso attivista ha messo in evidenza limiti strutturali, sottolineando che “L’infrastruttura va migliorata, ci vuole più sicurezza”.
Rischi percepiti e punti critici
Le osservazioni sul campo segnalano come i problemi maggiori emergano negli incroci e nelle intersezioni ad alto traffico. In particolare, aree come quella attorno a via Cancello Rotto sono state indicate come punti dove la convivenza tra auto e bici presenta criticità rilevanti. Gli utenti richiedono soluzioni che vadano oltre la semplice linea pitturata e includano protezioni fisiche, segnaletica dedicata e interventi di moderazione del traffico.
Connessioni mancanti: Lama Balice, Madonnella e Japigia
La crescita quantitativa delle piste non ha ancora risolto alcune mancanze strategiche: tra le promesse non mantenute figura l’infrastruttura per il collegamento ciclopedonale su Lama Balice opera auspicata da più parti e ancora non realizzata. Gli attivisti descrivono come “incredibile” l’impossibilità di spostarsi in sella da Madonnella a Japigia seguendo un tragitto diretto e continuo.
Questa frammentazione della rete produce percorsi spezzati che riducono l’attrattiva della bici per spostamenti quotidiani, soprattutto per chi deve affrontare tratte più lunghe o necessita di scambi intermodali. L’assenza di un ponte ciclopedonale su Lama Balice viene indicata come simbolo di una pianificazione ancora incompiuta.
Percezione pubblica e invito al cambiamento culturale
Nel dibattito cittadino coesistono due posizioni: da un lato chi guarda con diffidenza ai cantieri e ai disagi temporanei provocati dalle opere, dall’altro chi utilizza la bicicletta tutti i giorni e sostiene la necessità di perseguire la transizione. Per Mione e molti ciclo-attivisti non basta più il semplice aumento chilometrico: serve un salto culturale affinché l’intera comunità consideri la bici una scelta praticabile e sicura.
Resta centrale la richiesta di una maggiore cura nell’esecuzione dei lavori e di una pianificazione organica che eviti l’isolamento dei singoli tratti ciclabili. Solo così, secondo i proponenti, si potrà trasformare l’espansione numerica della rete in un reale miglioramento della mobilità urbana.
Punti di riferimento storici e impatto sulla città
Tra i ricordi collettivi rimangono le inaugurazioni di tratte simboliche, come quella di viale Unità d’Italia che hanno contribuito a creare la prima sensazione di cambiamento. Oggi però la discussione si sposta dalla cerimonia all’efficacia: la rete deve diventare strumento utile per spostarsi quotidianamente, non solo elemento di decoro urbano.
Il confronto tra i numeri — 60 chilometri oggi contro i 7 chilometri del 2014 — mostra progressi evidenti ma non esaurisce la questione. La comunità ciclistica chiede che la crescita quantitativa sia accompagnata da interventi qualitativi, in particolare sulla sicurezza degli incroci, sui collegamenti interquartierali e sulla continuità delle piste.



